Strimpellare e costruire strumenti in Triennale

Gioia Locati

Dalla parte dei bambini, per un fine settimana. Abbiamo scelto tre appuntamenti fra musica, riflessione e svago.
Musica
La Fondazione Rava, che sostiene i bambini orfani e abbandonati in Italia e nel mondo, organizza laboratori per bambini dai 3 agli 11 anni in Triennale. Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione (02-54122917). Oggi (14.30-17.30) e domani (10-12.30 e 14.30-18) i piccoli potranno far parte di un’orchestra multietnica con musicisti professionisti da Cuba, Perù, Bourkina Faso, Ukrania, Austria, Romania, Marocco, India e Italia. Scopriranno i suoni del mondo, i particolari strumenti e alla fine riusciranno a suonare con i musicisti e a realizzare uno strumento. Dalle 17.30 alle 18 ci sarà «Babele in musica» per imparare a cantare in ogni lingua, dal portoghese al greco: la voce è magica e le lingue del mondo hanno mille sfumature.
Giardino
Un tragitto simbolico nella tensostruttura allestita ai Giardino di porta Venezia per giocare e riflettere insieme a mamma e papà. Gruppi guidati da attori (ore 11, 15, 16 e 17, prenotarsi al 347-6995001) oggi e domani aperto dalle 10 alle 18, dal lunedì al venerdì solo al mattino, fino al 30 novembre. È come entrare in un mondo di fiabe, le guide parlano in rima, si finge di bere il tè, si ascoltano storie, si trova l’albero delle coccole, la fontanella dei desideri e la pianta dei diritti di tutti i giorni. «Abbiamo raccolto fino 5 mila bigliettini con i desideri di tutti i bambini - ha spiegato Isa Ferioli, curatrice della mostra attigua - C’è il bambino che chiede il diritto “a disegnare male”e quello che vorrebbe vedere più spesso il suo papà».
Spettacolo
Al Palalido (piazza Stuparich) spettacolare show gratuito di artisti kenioti, «Creature» (info 02-89159255), ispirato al «Cantico delle creature» di San Francesco, domani alle 16.30, per la regia di Marcello Chiarenza. Una via di mezzo fra il teatro di strada e il ritmo africano, salti mortali e acrobazie. Le immagini sullo sfondo rappresentano sole, luna, fuoco e acqua. C’è una voluta povertà di scena per mettere in risalto le performances acrobatiche, inno all’allegria.