Strip, baci saffici e tacchi alti: il sesso nell'era di YouTube

Visite mediche ammiccanti, lezioni private di matematica, incontri
fugaci con l’idraulico o "sbirciatine" sotto le gonne durante un
viaggio in metropolitana. Lo statuto di YouTube vieta la trasmissione di filmati a contenuto erotico. In realtà sul sito spopolano migliaia di video "sexually suggestive" non vietati ai minori: ecco la nuova barriera del sesso

Milano - La telecamera nascosta vola dove l’occhio vorrebbe. Lo zoom fa il resto. Una ripresa veloce, sgranata e mirata s’intrufola sotto un tavolaccio in legno colmo di libri. Pochi rumori di sotto fondo, forse dei passi, sicuramente dei bisbigli. La lente inquadra – con malizia – due gambe sottili velate da collant color carne: movimenti studiati e sensuali inscenano un provocante accavallamento e scavallamento di gambe. La scena – rigorosamente amatoriale – dura poco più di un paio di minuti, il tempo sufficiente perché l’occhio s’incolli a quella manciata di secondi in cui lo scavalcamento delle gambe mostra un paio di mutandine in cotone bianco. Fine del filmato.

Benvenuti su YouTube, il più famoso sito al mondo a permettere, attraverso la tecnologia Adobe Flash, la condivisione dei filmati tra gli utenti. Ci si trova un po’ di tutto: i video musicali, i trailer dei film in uscita, filmati amatoriali di ogni genere e sorta, interviste ad attori, veline o calciatori, stralci di trasmissioni. Insomma tutto quello che la rete può contenere. “E’ molto comodo e immediato – spiega Susanna, una studentessa milanese di 16 anni – per quanto mi riguarda mi evita di perdere tempo a scaricare i filmati da Emule. Vado su YouTube, guardo il video che mi interessa e finisce lì. Insomma, perdo meno tempo e il mio pc non rischia di beccarsi alcun virus”. Proprio per come è concepito e per la vastità del prodotto, nel sito entra veramente di tutto. Da qui la decisione degli ideatori di YouTube di vietare i filmati porno inviati dagli utenti. C’è un “ma”, però. Il sito ha, infatti, fatto sapere che saranno, tuttavia, tollerati i contenuti “sexually suggestive”, quei contenuti cioè che, pur non mostrando atti sessuali nudi e crudi, mirano a provocare istinti sessuali nell’utente. In sostanza i filmati a contenuto erotico saranno catalogati come “contenuto per adulti” e, qualora dovessero finire nelle sezioni “più visti” o “consigliati”, saranno immediatamente retrocessi. 

Niente sesso nudo e crudo Se si cerca la parola “sex” i risultati potrebbero apparire quantomeno deludenti. Si passa dalle “chiacchierate piccanti” di un vicino di casa, registrate in modo abbastanza rudimentale, ai video più clickati dei Sex Pistols, per poi arrivare alle lezioni di “educazione sessuale” offerte dall’avvenente Kicesie. E così via. Di pagina in pagina. Nessun filmato porno, nessun video amatoriale che riprende un amplesso sessuale. Il risultato non cambia se si digita “sesso”. Nell’ordine: “Leonardo Manera sul sesso e sulla vecchiaia Arcizelig”; “Lo sporco segreto del sesso” tratto dalla fortunata serie televisiva Scrubs che va in onda su Mtv; “Il solito sesso” di Max Gazzè. Anche qui tutto pulito. Ma è solo apparenza. Rimbalzando di ricerca in ricerca, infatti, ci si fa subito una chiara idea dei filmati postati su YouTube e si scopre che l’universo del “sexually suggestive” è davvero sconfinato. 

Una questione di parole chiave Navigare su YouTube e scovare filmati a contenuto erotico diventa solo una questione di parole chiave. Viene quindi da chiedersi se a rendere un video pornografico sia la nudità o lo scopo esplicito di eccitare o, come ipotizzano alcuni studiosi statunitensi, “l’umidiccio senso di colpa che vi prende quando lo guardate”. In quel caso, allora, ce n’è davvero per tutti i gusti. Nel giugno scorso, Asylum per esempio aveva “denunciato” la nuova moda dei tacchi appiccicosi: ragazzine alla soglia della maggiore età, in abiti e pose provocanti, si dimenano su scarpe dai tacchi vertiginosi nel tentativo di liberarsi dalla presa appiccicosa di gomma da masticare sul pavimento. Basta scorrere il video, postato a giugno 2008 da una rossa ventenne del Kentucky, per capire che c’è qualcosa di conturbante nel vedere la ragazza oscillare i fianchi e sospirare “Oh, è così difficile muoversi”. Di filmato in filmato, i contenuti si fanno più espliciti. Si passa quindi ai “tacchi alti”, alle calze di nylon, alle scarpette lasciate dondolare sulla punta del piede e “spiate” da sotto il tavolo. E ancora: visite mediche ammiccanti, lezioni private di matematica, incontri fugaci con l’idraulico o “sbirciatine” sotto la gonna durante un viaggio in metropolitana.

Mettersi in mostra Sarah non avrà più di quarant’anni. Bionda, slanciata, di quella bellezza inglese, è considerata da molti ancora piacente. Per saperlo basta guardare gli accessi fatti dai video postati da RedSexMachine. In auto, al supermercato, seduta in un pub o in un caffè Sarah si fa riprendere mentre mostra alla telecamera (e a tutti gli utenti di YouTube) mentre alza la gonna per mostrare il proprio intimo o si slaccia la camicetta fino a far intravedere il seno. Ammicca, sorride e scherza con la telecamera. Yuu Sang, invece, si spinge oltre: abiti succinti, in pelle traslucida e dai colori accesi, tacchi e zeppe alte, autoreggenti che minigonne corte ogni limite lasciano intravedere. I suoi video spopolano. Leggendo la storia di Yuu, però, ci si accorge che non si ha a che fare con una ragazzina, ma con un crossdresser: un ragazzo che “gioca” a fare la ragazza provocante e sensuale. Insomma, la promozione del sesso su YouTube ha scoperto una nuova frontiera: il “vedo-non vedo”, l’allusione, il voyeurismo spinto, le curiosità perverse. Così, se non è lecita una scena di sesso esplicito, spopolano migliaia di filmati che riprendono teen ager di tutto il mondo spogliarsi, ballare in perizoma e reggiseno, incremarsi gambe abbronzate e braccia sottili, provare nuova lingerie in pizzo, improvvisare strip tease. Uno dopo l’altro. Nessuna finzione, tutto rigorosamente amatoriale. 

La nuova frontiera del sesso YouTube riscrive, così, le pagine della pornografia: qualsiasi situazione ha potenzialità erotiche. Dalle “sbirciatine” al supermercato (nel gergo: upskirt) alle punture del medico (injection), dai baci saffici tra compagne di campus alle ragazzine che si fanno il solletico sotto le ascelle (tickle) o si sputano addosso (spitting). Ogni situazione entra a far parte della fabbrica del sesso. Solo per alcuni di questi video è espressamente richiesta la maggiore età. Clausola facilmente aggirabile dal momento che un qualsiasi minorenne può registrarsi come un uomo di oltre cinquant’anni. Resta da chiedersi per quale recondito motivo attirino così tanto le allusioni peccaminose di YouTube, quando in rete esistono fior fior di siti (non a pagamento) che condividono video e filmati pornografici.