Lo strip (casto) di Claudia Gerini non risolleva un asmatico giallo

Federico Zampaglione, un esordiente che si aggiunge a una già lunga schiera. Per fortuna c’è sempre tempo per ripensarci. Almeno a giudicare da Nero bifamiliare, commedia giallonera intinta nel grottesco, con velleità di analisi sociale, di cui il multiforme autore, leader della popolare band dei Tiromancino, ha scritto il pretenzioso soggetto, l’asmatica sceneggiatura e le spigliate musiche. Siamo fuori Roma, il verde comprensorio Valle Serena. Piace molto alla bionda Marina (Claudia Gerini) la villetta bifamiliare. Pazienza se con il mutuo, il marito assicuratore, con vocazione alle truffe, Vittorio (Luca Lionello) si è ancor più indebitato. Ma c’è un guaio: quanto è rumorosa e invadente la coppia di vicini polacchi. Lui, il corpulento Slatko traffica, lei, la vistosa Bruna, batte in un motel, fa capire il viscido portiere Carmine (Ernesto Mahieux). Ed ecco il colpo di grazia alla difficile convivenza: l’appartamento viene svaligiato. Sono stati loro, accusa Vittorio, ormai fuori di testa, mentre il placido commissario (Gianfranco Barra) indaga. La sorpresina conclusiva non sveglia lo spettatore dal letargo, come del resto lo spogliarello (castissimo) della spigolosa microgonnata protagonista Claudia Gerini, guarda caso compagna di Zampaglione. Il basettone Luca Lionello è un’esagerata caricatura, come i troppi caratteristi all’ammasso, tutti a corto di battute decenti.

NERO BIFAMILIARE (Italia, 2006) di Federico Zampaglione con Claudia Gerini, Luca Lionello. 92 minuti