Strisce blu e parcometri: è tutto da rifare

Ancora quattro giorni di sigilli ai parcometri, e dunque di posteggio libero. Poi da giovedì, in seguito all’approvazione della nuova delibera comunale sulla sosta tariffata, si dovrebbe tornare all’antico regime in attesa di una risistemazione delle strisce blu fuori dal centro storico.
Questa, in sostanza, la questione che interessa ai romani più che ogni altra cosa e che per qualche giorno ha fatto passare in secondo piano l’emergenza sicurezza. Ricordiamo che nella capitale sono circoscritti 95mila posti auto tariffati per un totale di 2660 parcometri. Trenta milioni l’anno sono quelli che entrano all’Atac per la vendita di grattini e biglietti. Di questi 30, per contratto di servizio l’azienda ne versa quattro al Comune di Roma. Gli introiti delle multe per mancato pagamento del ticket o per ticket scaduto ammontano invece a 19 milioni di euro e questi vanno nelle casse comunali.
E, in attesa delle decisioni del Campidoglio, si infiamma il dibattito politico. Per il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro bisogna cercare «di non alimentare inutili polemiche e anticipare conclusioni affrettate sulla sentenza del Tar che neppure la magistratura amministrativa sollecita o prefigura». «Non credo neppure che il Codacons - aggiunge - abbia l’ambizione o la funzione di guidare le scelte che sono politiche e amministrative del Comune di Roma o quelle di Milano o di altra città italiana chiamata a fronteggiare i problemi della sosta e della mobilità, problemi seri che per essere risolti hanno bisogno di ben altro che della carta bollata».
Così per Giro l’unica strada per superare positivamente la situazione che si è venuta a creare è quella del «confronto e delle scelte condivise, così come è stato già affermato dal sindaco Alemanno e dall’assessore Marchi, evitando i diktat delle passate amministrazioni che hanno prodotto solamente una politica dei divieti e delle multe che oggi si è rivelata insufficiente».
In disaccordo l’ex assessore capitolino, oggi deputato del Pd, Roberto Morassut: «Caos, illegalità, dissesto finanziario e degrado del centro storico sono i rischi concreti legati all’abolizione della sosta tariffata. Una sentenza del Tar contro la quale il Comune dovrebbe assolutamente ricorrere per difendere gli interessi della comunità e salvaguardare il bilancio comunale».
Gli risponde il consigliere comunale del Pdl Luca Gramazio: «La giunta comunale e il sindaco Alamanno sono al lavoro per porre rimedio ai danni arrecati dalla passata amministrazione. Lo smemorato Morassut dovrebbe ricordare che fu proprio una giunta di cui era autorevole esponente a trasformare gradualmente le strisce blu da mezzo per regolare la sosta privata a odiosa gabella per tutti i romani, compresi coloro che si recavano negli ospedali o nelle università. Caos, dissesto finanziario e degrado - chiude - non sono rischi concreti, rappresentano piuttosto l’eredità lasciata dai Veltroni, i Calamante, i Morassut e da chi come loro ha amministrato Roma negli ultimi quindici anni».
Nel frattempo però molti romani cercano di non perdono tempo. In poche ore decine di migliaia di mail hanno infatti intasato il sito del Comune di Roma, con la richiesta di riavere indietro le multe pagate «ingiustamente» nella capitale, mentre nelle altre città si mettono a punto migliaia di ricorsi ai Giudici di Pace, basati sulle stesse motivazioni del Tar del Lazio.