Strisce blu, il giorno della liberazione

Un clamoroso precedente. Come definire altrimenti l’ordinanza capitolina che, fino a nuovo ordine, cancella in un colpo solo le strisce blu, i 2619 parcometri e crea un’allettante prospettiva per tutte le altre amministrazioni comunali d’Italia? Politicamente parlando è un terremoto. A provocarlo un sindaco ad alto gradimento come Gianni Alemanno. Così, mentre la maggioranza capitolina inneggia alla «liberazione» dei posti auto, l’opposizione denuncia il rischio anarchia in centro storico e accusa il sindaco di demagogia. Lo scontro è appena cominciato. Dietro l’angolo - appena i cittadini si fideranno del via libera del Campidoglio - un prevedibile, e spesso vano, assalto alla ricerca di un posteggio gratuito. Per questo Gabriele Di Bella (Cisl) avverte: «È necessario attivare subito un nuovo piano del traffico, o sarà il caos totale». Il sindacalista tiene a ricordare l’amico speciale: «Questa è una battaglia vinta anche grazie all’impegno dello scomparso consigliere comunale Tony Augello».
Ma veniamo al nuovo corso sulla mobilità. Tra gli entusiasti c’è il portavoce romano de La Destra, Fabio Sabbatani Schiuma: «Le strisce blu sono nate per regolamentare la rotazione delle auto ma, col tempo, sono diventate più che altro una tassa di occupazione di suolo pubblico. Gli introiti derivanti sarebbero dovuti essere investiti nella costruzione di parcheggi di scambio e nella sicurezza stradale. E invece...». «Le strisce blu vanno comunque ridimensionate - prosegue - e riservate prevalentemente in zone ad alta densità commerciale o presso aree di scambio tra modalità di trasporto; inoltre va offerta un’alternativa a sosta libera, soprattutto in strade meno sensibili». Secondo Schiuma «servirebbe un’ottimizzazione del sistema della circolazione preferenziale con riguardo alla circolazione dei taxi». Tassisti che dal canto loro non entrano nel merito della sentenza del Tar ma fanno sapere, tramite l’Unicataxi, di essere «preoccupati dalla possibile invasione delle auto private e dell’uso sconsiderato delle aree di sosta, soprattutto nelle zone nevralgiche della città». Stessa linea per l’ex presidente del I Municipio Lobefaro (Pd), per il quale la decisione sulla sosta tariffata «può avere gravi ripercussioni sulla mobilità e in particolare per la vivibilità nel centro storico. Nelle stesse ore la richiesta di modificare l’orario della Ztl notturna nelle aree tutelate del centro, se accolta dalla nuova amministrazione comunale, porterà altri fattori di criticità in un’area che ha bisogno di essere tutelata dal traffico privato. Prima di prendere decisioni sul centro storico si apra un dibattito».
A Lobefaro risponde il consigliere comunale del Pdl Alessandro Cochi: «Parla a sproposito visto che l’amministrazione capitolina non ha ancora designato le commissioni competenti. L’unica certezza in questo momento è che, al contrario della passata maggioranza di sinistra, questa volta sarà garantita la concertazione tra le associazioni dei residenti e le categorie di operatori che verranno ascoltate, senza mettere gli uni contro gli altri come ha fatto strumentalmente la sinistra, per poi di fatto non risolvere il problema».
Chiudiamo con la Consulta per la vivibilità del Centro storico che ieri ha bollato come «demagogica e irresponsabile» la decisione del sindaco. «I parcheggi a tariffazione esistono in tutte le città del mondo - si legge in una nota -. Per Roma, città urbanisticamente assai complessa e nella quale ci sono 780 macchine per mille abitanti, le strisce blu hanno costituito un disincentivo all’uso insensato dell’auto privata, e un incentivo all’impiego dei mezzi pubblici: una conquista che ha contribuito a diminuire il caos della circolazione e della sosta, fermo restando che i residenti di tutte le zone a tariffazione non pagano nulla per il posteggio. La cancellazione delle strisce blu riporta la città indietro di quindici anni. Senza le strisce blu, i lungoteveri e le strade a scorrimento ripiomberanno nell’incubo delle triple file, con il blocco della circolazione in moltissimi punti nodali per il traffico».