Strisce gialle «a tradimento» In pochi mesi 250mila multe

Spesso sono invisibili e inutili. Eppure sempre «super-controllate»

Duecentocinquantamila le multe elevate sulle strisce gialle del bus nei primi mesi del 2006. La violazione riguarda sia il transito che la sosta alle fermate o lungo le corsie. Gli ausiliari di Trambus, secondo fonti ufficiose Atac, da gennaio a giugno hanno verbalizzato 104.800 multe, di cui 90.700 per transito e 14.100 per sosta sulla piazzola. Mano ancora più pesante da quelli della Tevere tpl, l’azienda «ausiliaria» ad Atac e Trambus con 141mila sanzioni. Per un totale di quasi 250mila multe, oltre mezzo milione la proiezione per tutto l’anno.
Una media di oltre 1.500 contravvenzioni giornaliere. Pesanti sia i numeri sia le polemiche sulle multe degli ausiliari del traffico e degli ispettori Atac. Per il Comune di Roma legittime, malgrado svariate sentenze della Cassazione dicano il contrario. Le strisce gialle, si sa, servono però a facilitare il mezzo pubblico. Giusto rispettarle, ci mancherebbe. Ma siamo proprio sicuri che tutte quelle esistenti a Roma servano allo scopo?
Facilitano lo scorrimento del bus, d’accordo. Che, però, ci siano tratti che sbucano dal nulla, come i 15-20 metri di striscia gialla a piazzale Flaminio o in via del Tritone, che c’entra col trasporto pubblico? Inoltre, in periferia, difficile negare che alcune corsie sembrano fatte più per accontentare gli algidi ambientalisti che per snellire il traffico, esempio tipico in viale Palmiro Togliatti, quartiere Colli Aniene.
C’è chi si è armato di pazienza e ha fatto un elenco delle corsie che costituiscono vere trappole infernali per l’automobilista. Della serie: c’è, ma non si vede. «Nel centro storico esistono molte preferenziali sulle quali va fatta luce - denuncia il consigliere di Forza Italia nel I municipio, Fabrizio Sequi, presidente della commissione trasparenza -. Tanti cittadini si sentono vessati e gabbati, perché «colpiti a tradimento» e multati mentre transitano correttamente su tratti di strada che improvvisamente diventano preferenziali. I casi più eclatanti si verificano in piazza del Ministero delle Finanze, con proseguimento su via Cernaia, una trappola in cui cadono ignari tutti i conducenti, e in via del Tritone all’angolo con via della Panetteria con una “strana” interruzione all’altezza del quotidiano Il Messaggero». In tutti questi casi la segnaletica esiste, i cordoli sono chiaramente disegnati, ma la deviazione è improvvisa. Non tutti sono piloti di Formula uno.
A volte bloccarsi di colpo causa un bel tamponamento. Un’altra corsia «a tradimento» si trova in via della Ferratella in Laterano, con immissione su via dell’Amba Aradam. «Il caso più incredibile - racconta Sequi - si verifica però in piazzale Flaminio, con svolta a sinistra su via Maria Adelaide per chi viene dal Muro Torto. Impossibile evitare la striscia gialla per chi deve svoltare. A queste corsie-trappola bisogna aggiungere le tante invisibili per la vernice cancellata dal tempo, ma dove si viene multati lo stesso. Giriamo al sindaco e all’assessore alla mobilità tutte le contestazioni legittime da parte dei cittadini colpiti che ricorrono contro queste sanzioni».
C’è solo da dire, per concludere, che proprio all’imbocco di queste mini-preferenziali immancabilmente, una sorta di appuntamento col destino, si trova l’ausiliario di turno col blocchetto o il palmare in mano. Quasi fosse un «tiro al piccione».