Striscia riparte con Pieraccioni e Battista

Un po' più Frank Sinatra e un po' meno guru. Mai vecchio, però, perché «ho scoperto che l'Ape Maia compie 100 anni, io certo non posso sentirmi vecchio». Per la presentazione della nuova stagione di Striscia la notizia - al via su Canale 5 da lunedì - Antonio Ricci si presenta nello studio del suo programma prediletto con mise elegante e sulle note di uno swing che fa tanto Hollywood. Poi, però, evita il profluvio di parole che lo ha reso celebre tra gli addetti ai lavori. «Nessun pistolotto - anticipa scherzoso, accomodato alla scrivania del suo tg satirico - perché siamo in tempi di spending review, anche la scenografia dello studio è immutata. Al massimo organizzerò cene singole a margine, con pistolotto». Ai suoi lati siedono i nuovi conduttori che, per una settimana, reggeranno le redini di Striscia : Leonardo Pieraccioni e Maurizio Battista, amici di Ricci e amici di set cinematografico. E, come tiene a precisare Pieraccioni, «entrambi cabarettisti. Perché anch'io nasco dal cabaret, appena posso ci torno volentieri. Dopo 13 film realizzati tutti mi pensano uomo di cinema, ma io non mi stanco di ripetere che sono un cabarettista prestato al cinema, la mia matrice sono il teatro e la tv. Peraltro Striscia la condussi già nel 2005 insieme al mio amico Massimo Ceccherini. E mi divertii come una bestia. Ora mi ci ributto a pesce, vengo a ruzzare come si dice in toscano, a spassarmela». Dopo Pieraccioni e Battista, toccherà alla coppia Hunziker/Chiambretti, per due settimane, a seguire la premiata ditta Greggio/Iacchetti e, più avanti, Iacchetti/Hunziker. Michelle si deve sposare (con il rampollo della moda Tomaso Trussardi) e Ricci promette: «è molto probabile che faremo qualcosa sul suo matrimonio». Nuova sigla musicale, Selfame mucho , interpretata dal Gabibbo, dedicata al selfie («mania e onanismo sterile di questa nostra epoca», parole di Ricci), conferma delle veline Irene Cioni (la bionda) e Ludovica Frasca (la mora), e dei velini Elia Fongaro e Pierpaolo Pretelli, nonché degli inviati storici della trasmissione. Nuova rubrica Occhio al futuro , sulle nuove tecnologie, curata da Cristina Gabetti. E attenzione verso il mondo dei Social Network. Gli stimoli, per Ricci, restano molti: «Gli argomenti non mancano», spiega il padre di Striscia che poi parafrasa Bertolt Brecht: «Il paese ideale sarebbe quello che non avesse bisogno di Striscia ». E poi: «Non vi dico a chi consegneremo i primi tapiri sennò quelli si chiudono in casa, ma certo il papà di Renzi se lo meriterebbe, anche solo per quella barba caprina che sfoggia con sicumera». E su Beppe Grillo alla vigilia della kermesse in Circo Massimo, dice: «Seguiremo l'evento, naturalmente. Ma il nostro Grillo noi anche quest'anno, ce lo abbiamo: è l'imitatore Sergio Friscia». L'unica frustata, Ricci l'assesta ai troppi talk show in tv: «Ci fornivano materiale quando erano ruspanti, ora sono meno interessanti. Prima erano la prosecuzione del Processo del Lunedì , il loro papà naturale era il reality. Piazzavano Giovanardi con la Concia e la si buttava in cagnara. La proliferazione ha normalizzato tutto: la macchietta inflazionata in tv non funziona per sempre. Oggi si tenta una versione pacata, anche perché non c'è più Berlusconi, che infiammava gli animi». Le ultime battute su possibili nuovi programmi: « Giass ? Sì, ho in mente una seconda edizione, ma non in questo studio come la prima volta, quando lavoravamo in contemporanea con Striscia ».