Fra striscioni e slogan: la «Prima» di studenti, vigili e ambientalisti all’insegna della protesta

La folla, chiaramente, non capisce dove inizia la protesta e finisce la bagarre del giorno di festa: troppa gente, troppe bandiere, troppa confusione. Piazza Scala, ore 17.30 di ieri. Dietro i cavalli allineati davanti al tempio della lirica in attesa di autorità e lustrini, c’è un’altra realtà. Ad esempio quella allegra ma combattiva di Davide Rossi e di un centinaio di ragazzi della Sisa (il sindacato scuola Ambiente) che dicono di sostenere la scuola pubblica tout court. «Ma la scuola va riformata non partendo da 8 miliardi di tagli... Siamo un po’ preoccupati...» sorride Davide.
I Cub (Confederazione unitaria di base) hanno un diavolo per capello pure loro. «Mentre ingrassano i pescecani della finanza, tagliano i soldi, pensioni, scuola, sanità e servizi sociali» recita un loro slogan scritto su uno striscione.
Poi ci pensa Roberto Miglio a tirare le orecchie alla polizia municipale e al Comune. «In questi giorni abbiamo avuto carenze di vigili allo stadio, agli Oh Bej Oh Bej e sugli incidenti stradali. E anche oggi sui 7-800 che dovrebbero essere qui presenti ce ne sono al massimo il 50 per cento: sono appena stato a una festa al quartiere Isola e non c’era un vigile».
La polizia municipale è sul piede di guerra anche per solidarietà a un loro collega, il pluridecorato Paolo Rusconi che, nel 2004, per sottrarsi a un ladro d’auto, lo ferì a un avambraccio. «Rusconi è stato condannato lo scorso 13 novembre senza attendere la sentenza della Cassazione. E adesso dobbiamo fare una colletta di 70mila euro per risarcire il ladro».
«Per ora garantiamo ancora il servizio alla cittadinanza - spiega Giuseppe Falanga del Siapol (Sindacato autonomo polizia locale) - ma se la nostra protesta restasse sorda e decidessimo di ribellarci la città sarebbe nei guai: il Comune è avvertito».