«Stroncati da un gol irregolare»

Domenech: «Siamo noi i più forti». Donadoni: «Ma noi abbiamo vinto la sfida che contava di più. La squadra è arrabbiata, c’è stata poca convinzione»

nostro inviato a Parigi

Il veleno di Domenech ha risvegliato perfino l’ironia di Donadoni. Ha detto il ct francese: «La Francia ha battuto i campioni del mondo, quindi la Francia è più forte». No, così non va. E Donadoni non c’è pasato sopra. «Io, invece, faccio i complimenti alla Francia, ma ricordo che la partita che contava di più l’abbiamo vinta noi». E vai con la diplomazia! Ma le parole non bastano per cambiare il risultato. «Se dopo un paio di minuti prendi un gol in fuorigioco, è chiaro che non sei certo avvantaggiato». L’analisi di Roberto Donadoni parte dal primo minuto e si trascina fino al novantesimo: «Abbiamo dimostrato una condizione ancora precaria. È chiaro che nelle prossime due partite del mese di ottobre bisognerà crescere perché dobbiamo vincerle tutte e due. Preoccupato? Certo che lo sono. Sarebbe strano se fosse il contrario». Il ct parla veloce, la sconfitta gli pesa ma cerca di mascherare: «A me della finale di Berlino interessava poco, a me interessava questa partita e quel gol subito in fuori gioco ci ha mandato in difficoltà subito. Loro poi arrivavano sempre prima su tutte le palle».
Domande sui singoli, per esempio Cassano...è stato meno incisivo della partita con la Lituania. Il tecnico risponde di getto, senza pensarci: «Certo, Cassano ha fatto un passo indietro, ma quando non sei ben allenato e giochi due partite in quattro giorni perdi qualcosa. Ho messo in campo giocatori che speravo facessero bene, ma se non c’è la convinzione tutto diventa difficile. Qualcuno è stato titubante per tutta la partita. Non abbiamo mai avuto una vera carica, c’è sempre mancato qualcosa in ogni momento. Poi quel gol a freddo e irregolare ci ha tagliato le gambe».
Eppure lo Stade de France non si era rivelato certo l’inferno. I francesi, intesi come tifosi sugli spalti, si sono rivelati meno rosiconi dei loro nazionali. Ma l’Italia ha messo del suo per complicarsi la vita. Parola di ct.:«Difficile giocare contro i francesi quando sbagli e ci metti del tuo concedendogli il vantaggio. Poi ci può essere qualche errore dell’arbitro, ma in una partita ci sta». Delusioni, illusioni, delusione: ecco i tre stati d’animo che si sono susseguiti tra panchina e campo. «Dopo il 2-1 credevo che la partita si raddrizzasse». Invece... «La Francia è stata più forte sul piano fisico. Ha tirato molto da lontano, non ci ha messo in difficoltà con vere azioni da gol». Gol, si torna alla voce Gilardino. Almeno lui. «La rete di Gilardino ha dato morale. Ma, alla fine, la squadra era più arrabbiata che delusa, teneva a far bene. Ha cercato lo spirito delle grandi partite, ma non ha mai trovato la determinazione. Mancavano giocatori importanti e si è visto». Anche nel risultato.