La stroncatura del Vaticano: «Fao, un vertice inutile»

«Soltanto parole, nessuna soluzione» E vanno alle stelle i prezzi degli alimentari

da Roma

«Alla fine hanno prevalso le divisioni e gli interessi particolari. Sono state spese molte parole, ma dopo tre giorni di lavori nessuna vera soluzione è stata proposta dal vertice internazionale della Fao sulla sicurezza alimentare. Ottocento milioni di persone nel mondo ancora attendono una risposta alla tragedia della fame. In silenzio». È questo il severo giudizio dell’Osservatore romano sulla conclusione del vertice mondiale dedicato al tema della sicurezza alimentare promosso dalla Fao dal 3 al 5 giugno a Roma al quale hanno preso parte oltre 180 Paesi e 43 Capi di Stato.
«Nella dichiarazione finale - spiega ancora il quotidiano della Santa Sede - approvata dal comitato plenario, temi chiave quali la regolamentazione dei prezzi sul mercato agricolo internazionale, l’uso delle bioenergie, la speculazione sui costi dei generi alimentari, le misure per un coinvolgimento diretto dei piccoli agricoltori e della società civile, non sono stati nemmeno toccati o sono stati trattati solo superficialmente». «Molti osservatori - si legge ancora nel commento dell’Osservatore romano - rilevano che è mancata una seria volontà politica di cambiare le cose, il coraggio di assumersi impegni forti.
In tanti hanno già sollevato domande circa la vera utilità della stessa Fao, o quantomeno la necessità di una sua profonda riforma».
Un’analisi negativa sull’andamento del vertice Fao viene anche dalla Coldiretti, secondo cui, con l’approvazione della dichiarazione finale «sono aumentati i prezzi di tutti i prodotti agricoli con incrementi record in un solo giorno che variano dal 4 per cento di riso, grano e soia al 5 per cento per mais e orzo al Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento per il commercio internazionale delle materie prime agricole». Il repentino aumento dei prezzi dei prodotti agricoli «sembra suggerire che gli impegni assunti dal Vertice della Fao non sono in grado di fermare la speculazione internazionale che - sostiene la Coldiretti - si è spostata dai mercati finanziari a quelli dei prodotti agricoli.
Secondo l’analisi della Coldiretti, dall’inizio dell’anno in cinque mesi le speculazioni sulla fame hanno bruciato quasi 60 miliardi di euro solo per il grano con il prezzo che si è impennato del 60% per poi tornare rapidamente ai valori iniziali. La gestione finanziaria dei commerci mondiali di cibo, secondo il presidente della Coldiretti Sergio Marini, «ha aperto le porte alle grandi speculazioni internazionali che stanno giocando senza regole».