La struggente storia di Cio-Cio-San rivive al «Cantero»

Un vero e proprio ritorno alle origini: il Teatro Cantero di Chiavari riscopre le sue radici di teatro lirico e propone al suo pubblico i fasti della grande opera di repertorio. «Madama Butterfly» di Giacomo Puccini, allestita sul palcoscenico chiavarese da «Ritorno all'Opera» di Imperia, andrà in scena venerdì 18 aprile alle 21, con l'Orchestra Sinfonica dei Cantieri D'Arte diretta da Stefano Giaroli, il Coro dell'Opera di Parma e per la regia di Paolo Panizza, che è fra l'altro collaboratore stretto di Pierluigi Pizzi. Un nuovo appuntamento «pucciniano» dopo il grande successo di Tosca dello scorso gennaio, rappresentata in occasione dei 150 anni dalla nascita del compositore e del 70° anniversario dell'inaugurazione del Cantero (il 15 maggio 1937 fu data proprio Tosca).
Ma veniamo a questa Butterfly: «classica», pura, che rispetta in tutto e per tutto musica e libretto. «Non mi piacciono le libere creazioni su qualcosa che è già di per sé perfetto - Panizza è irremovibile - troppe fantasie sono dannose, interpretazioni registiche varie, più o meno legittime, spesso non fanno che rovinare quelli che sono autentici miracoli dell'arte. Non dimentichiamoci che i nostri "datori di lavoro" sono i compositori che hanno fatto la nostra storia musicale, e noi dobbiamo essere pienamente al loro servizio; mi piace pensare che ogni tanto riescano a dare un'occhiata al nostro lavoro, e vorrei che fossero del tutto soddisfatti».
Senza orpelli sarà quindi l'amara storia della quindicenne Cio-Cio-San sedotta per gioco in un Giappone legato a leggi rigorose, e che per onore si toglierà la vita, abbandonando per sempre le sue illusioni di moglie e madre e i suoi sogni di bambina. Un'opera tra le più amate e conosciute dal grande pubblico, che il Cantero e «Ritorno all'Opera» offrono alla città (e a tutto il Tigullio) con il desiderio di valorizzare la musica lirica in tutte le sue possibili manifestazioni, rendendola sempre più accessibile (organizzando anche concerti, conferenze e corsi di studio) e con l'intenzione di promuovere giovani cantanti di sicura formazione e talento, offrendo loro importanti possibilità di realizzazioni professionali. Lodevole iniziativa portata avanti con passione e difficoltà, ancor più se pensiamo alla crisi che in questi ultimi anni ha investito tutto il settore dello spettacolo e alla grande depressione in cui versa negli ultimi tempi il mondo lirico genovese. «Non possiamo competere con i grandi teatri - Canzio Bucciarelli è direttore artistico e consulente di queste produzioni - ma è anche vero che gli spettacoli che organizziamo non possono essere considerati "minori", di seconda mano: noi abbiamo come principale obiettivo la qualità, le cose o si fanno bene o proprio non si fanno. Abbiamo puntato infatti su un cast molto valido, giovane, ma già affermato; penso ad esempio al tenore, Giovanni Manfrin, ha 35 anni, ha ancora un bel po' di strada davanti, ma ha già all'attivo un repertorio e un'esperienza di tutto rispetto». Accanto a Pinkerton, altri nomi già noti e lanciati in carriere internazionali, come Lorena Campari (Cio-Cio-San), Claudia Marchi (Suzuki), Giorgio Cebrian (Sharpless), Fernando Cordeiro Opa (Goro).