Uno strumento immediato per tradurre le idee in affari

Avere «una buona idea» è diverso dall’avere un «progetto economicamente solido», o meglio un progetto che si può tradurre in un business capace di reggere un’impresa. Intraprendere una nuova attività implica, quindi, un’attenta verifica dell’equilibrio del progetto sia in termini economici (ricavi superiori ai costi) sia finanziari (disponibilità sufficienti a coprire le uscite) lungo tutti gli anni di vita del progetto o dell’impresa. Questa verifica è nell’interesse dello stesso neoimprenditore per ridurre al minimo i rischi che compromettano non solo il capitale investito nella nuova iniziativa, ma magari distrugga una posizione professionale preesistente soddisfacente e solida o, peggio, quote di risparmio accumulate. Da considerare è anche il patrimonio di fiducia/credibilità di cui gode la persona/imprenditore, base per stringere proficui accordi e relazioni con fornitori e clienti. Anche questo capitale di fiducia costituisce un valore fondamentale che si deve difendere con grande attenzione. Sviluppare lungo un orizzonte (3-5 anni) la dinamica di vita dell’impresa significa elaborare un piano preciso dell’iniziativa (business plan) che delinea gli aspetti della vita aziendale, la compagine dei soci, le fonti di finanziamento, i canali di distribuzione, i prodotti, i fornitori e i clienti potenziali. Il business plan è il documento con cui un’impresa analizza strategie ed esigenze finanziarie. «Criteri generali di valutazione del credito», su www.pattichiari.it, mette a disposizione dei clienti e banche che aderiscono, modello di business plan molto semplificato che permette a entrambi di dialogare utilizzando uno strumento immediato
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