Strutture ricettive, solo un terzo accessibili a tutti

Solo un terzo delle strutture ricettive del Lazio ha camere accessibili a tutti. Il 29 per cento possiede una rampa di accesso che permette il superamento delle barriere architettoniche, solo il 9 per cento possiede un’area gioco per bambini e il 18 per cento ammette gli animali domestici, ma di piccola taglia. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’indagine campionaria realizzata dal Cts per conoscere le caratteristiche delle strutture ricettive che rispondono alla domanda di turismo sociale in tre regioni: Calabria, Lazio e Lombardia.
L’indagine ha coinvolto 1.017 esercizi, di cui 362 nel Lazio. In merito alle camere accessibili e alla presenza di rampe, di aree gioco per bambini e di ammissione di animali domestici la Calabria supera sempre il Lazio (rispettivamente 38, 45, 17 e 19 per cento) ma questo si spiega anche perché le strutture calabresi sono per lo più nuove, realizzate nel rispetto delle nuove norme in tema di accessibilità, mentre nel Lazio molti sono gli esercizi extralberghieri, soprattutto i B&B e le case per ferie. Altri fattori su cui è stato chiesto di rispondere attraverso un questionario telefonico sono stati la presenza di un parcheggio riservato nella struttura (il 31 per cento degli operatori laziali lo possiede), la sala da ballo (18 per cento) assistenza medica (27 per cento). Il Lazio ha la minore percentuale di esercizi che offrono menù particolari per bambini, vegetariani o celiaci (26,1 per cento contro il 41 per cento della Lombardia e il 32 della Calabria). Solo il 25 per cento si dice disposto a fornire pasti particolari su richiesta. Il 18 per cento degli intervistati laziali prevede l’accoglienza e tariffe agevolate per i gruppi, il 21 per cento prevede sconti per famiglie. Il Lazio appare chiaramente favorito rispetto alle altre due regioni per quel che riguarda le attrazioni storiche nelle vicinanze della struttura (il 39 per cento dice di averne), le attività ricreative (33 per cento) e l’accessibilità con i mezzi pubblici (39 per cento). «Il turismo sociale - ha detto il vicepresidente del Cts, Domenico Iannello - è quel turismo garantito a tutti, capace di superare quei limiti culturali, fisici o economici che a volte impediscono di godere del diritto a viaggiare e a fare vacanze, riconosciuto nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Per promuoverlo daremo vita entro fine anno all’Osservatorio sul turismo sociale che non intende fermarsi all’analisi del fenomeno ma anche stimolare politica e operatori del settore ad offrirgli più attenzione.
Dal 2007 contiamo poi di lanciare un circuito di buoni vacanza che funzioneranno un po’ come una card per avere sconti effettivi e reali. Cerchiamo così di favorire l’accesso al turismo per tante persone che ad oggi, per diversi motivi, ne sono escluse».