Stubbs commovente tra folk e Rinascimento

Da ascoltare inserendo il repeat. Per aspettare che ricominci la struggente Sarabanda composta da Arcangelo Corelli «per violino, cimbalo o violone». E intanto ingannare l'impazienza risentendo il motivo di La Folia che, provenuto dal Rinascimento di Spagna, si diffuse attraverso i secoli e l'Europa contagiando innumerevoli artisti (Ortiz e Y Coll, Mudarra e Piccinini, De Murcia, Marais e Vivaldi) prima che Corelli, nell'Opera 5, lo facesse esplodere nella sua forma più acclamata. Applausi per il Teatro Lirico di Stephen Stubbs allora: il grande liutista di Seattle che quelle antiche composizioni torna a eseguire col suo ensemble. Il violino dello slovacco Milos Valent, l'arpa della sudafricana Maxine Eilander, la viola da gamba della texana Erin Headley vanno in scena accanto al liuto barocco del maestro. Lo spettacolo è «Lirico» quanto dovevano esserlo le melodie composte nel XVII secolo per commuovere il pubblico. «Teatrale» quanto potevano esserlo le danze secentesche scatenate sull'onda d'ispaniche follie. E amplificato, per acustica prodigiosa, oggi che sposa il folklore mitteleuropeo di Valent e corteggia i ritmi del blues da cui Stubbs fu sedotto quando, ai tempi del college, la sua band accompagnava in concerto Chuck Berry.

Stephen Stubbs Teatro lirico (Ecm)