Studente della Bocconi ucciso da un ubriaco

Quando l’hanno portato al Fatebenefratelli, per sottoporlo all’alcoltest, i valori sono risultati quattro volte superiori a quelli consentiti. Leonardo Giuseppe C., 38 anni, di Gorgonzola, aveva un tasso alcolemico pari all’1,81 (il limite equivale allo 0,5). E ora è indagato a piede libero per guida in stato di ebbrezza e omicidio colposo. Eppure ieri mattina sembra non sia stato lui a non rispettare la precedenza all’angolo tra viale Romagna e via Pascoli, a Città Studi. È stato Gabriele Chierzi, 22 anni, uno studente universitario della Bocconi di origini siciliane (Siracusa) che guidava uno scooter Honda modello «Sh». Chierzi era alla guida e il suo amico per la pelle, un coetaneo pure lui siracusano e bocconiano, Claudio Caruso, era seduto sulla sella dietro di lui. Erano le 5.20 quando lo scooter, che percorreva via Pascoli, non ha rispettato la precedenza e si è scontrato con la Fiat 500 del 38enne di Gorgonzola che andava a forte velocità lungo viale Romagna. Un bruttissimo incidente, molto violento. L’urto ha catapultato i due ragazzi in aria facendoli ricadere a terra a molti metri di distanza. Un epilogo drammatico: Claudio Caruso è morto poco dopo, l’ambulanza del 118 era appena arrivata alla clinica Città Studi ma lui era già spirato. Gabriele Chierzi è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Policlinico.
«La scena che ci siamo trovati davanti una volta giunti sul posto era veramente drammatica - spiegano i vigili che sono arrivati in viale Romagna per i rilievi dell’incidente -. Che i due ragazzi fossero conciati veramente male era evidente; l’uomo al volante della Fiat 500, invece, era illeso».
In scontri di questo genere, tra una vettura e un ciclomotore, ad avere la peggio è sempre chi è più esposto, meno protetto. In questo caso, appunto, i ragazzi sullo scooter.
La polizia locale, però, indipendentemente dalla dinamica dell’incidente che era ancora in fase di ricostruzione, ha voluto vederci chiaro: l’uomo sulla Fiat 500 era in evidente stato di alterazione psicofisica. Così Leonardo Giuseppe C. è stato portato all’ospedale Fatebenefratelli per essere sottoposto al test epatico e controllare che non fosse sotto l’effetto di stupefacenti, quindi all’alcoltest. E mentre il primo ha dato esito negativo, il risultato del secondo ha lasciato tutti senza parole: il livello era quattro volte quello consentito, 1.81. Un test successivo (se ne fanno sempre due, ndr) non ha migliorato granché la situazione: 1.65 è stato il secondo responso dell’etilometro.
A quel punto per il milanese di Gorgonzola è scattata la denuncia e la confisca dell’auto. E ora, mentre Gabriele Chierzi sta lottando per la vita, lui dovrà vedersela con la giustizia.