Studente suicida, ispezione nella scuola. Il magistrato ascolta la mamma

Torino - Ispezione al «Sommeiller», l'istituto tecnico commerciale di Torino dove studiava il sedicenne morto suicida martedì scorso perché deriso come "gay2 dai compagni, disposta dall'Ufficio scolastico regionale. L'iniziativa è il frutto di un'indicazione del ministero per la pubblica istruzione. A disporre l'ispezione è stato, in via autonoma (seguendo sempre comunque le indicazioni generali del Ministero), il vicedirettore Paolo Iennaco. Il coordinatore degli ispettori dell'Ufficio scolastico regionale sta ascoltando alcuni degli insegnanti, con particolare attenzione a quelli della classe (la II B) in cui studiava il sedicenne. Per avere una relazione definitiva bisognerà attendere qualche giorno: il «Sommeiller» è chiuso per le vacanze pasquali (riaprirà solo il 16 aprile) e, prima di giungere alle conclusioni, è necessaria anche la testimonianza degli allievi.

La mamma dal magistrato Un colloquio fra la signora Priscilla, la madre del giovane studente morto suicida martedì scorso, e il magistrato che si occupa del caso, il sostituto procuratore Paolo Borgna, si è tenuto oggi al Palazzo di Giustizia di Torino. I due hanno parlato della vicenda e la donna ha espresso al pm le proprie convinzioni sulla situazione che il figlio stava attraversando a scuola. Da ambienti investigativi, però, precisano che non si è trattato di un vero e proprio interrogatorio: «Non c'è nessuna inchiesta - ribadisce il procuratore capo Marcello Maddalena nè alla procura di Torino nè in quella presso il tribunale per i minorenni, perchè manca una notizia di reato». Quelli svolti dal pm Borgna sarebbero dunque solo «atti dovuti» successivi alla segnalazione dell'episodio da parte dei carabinieri. Gli accertamenti (come l'acquisizione dei messaggi lasciati dal ragazzo) rientravano nell'ambito delle attività indispensabili per la gestione tecnica del fascicolo. «Se dai controlli delle autorità scolastiche e amministrative - continua Maddalena - emergeranno delle possibili ipotesi di reato, ci regoleremo di conseguenza». Per il magistrato, che ha detto di parlare in accordo con il procuratore generale Gian Carlo Caselli e del procuratore presso il tribunale per i minorenni Ennio Tomaselli, questo è «uno di quei casi in cui la 'pietas' esigerebbe il massimo rispetto per le persone e la minima pubblicità». Maddalena ha anche sottolineato che dalla lettera di Matteo «emerge una bella figura di ragazzo, molto commovente».