La studentessa americana conferma le accuse: «Mi ha violentata in bagno»

Ascoltata dal pm la giovane che ha accusato il calciatore francese di aver abusato di lei in un locale

Ha confermato anche davanti al pubblico ministero Nicola Maiorano di essere stata violentata da Dembelè Garra, il calciatore originario del Mali, cittadino francese, conosciuto ad una festa.
La studentessa americana che ha denunciato la violenza sessuale subita, a suo dire, un paio di settimane fa nel bagno del Supper club, locale trendy nelle vicinanze di piazza Navona, è stata ascoltata ieri mattina dal magistrato che conduce l’inchiesta.
La giovane ha ribadito di aver subito gli abusi nella toilette della discoteca e di non aver avuto la possibilità di richiamare l’attenzione dei suoi amici. Prossimamente il sostituto procuratore chiederà al gip di acquisire le dichiarazioni della giovane sotto forma di incidente probatorio, l’istituto del codice di procedura che consente ad un atto istruttorio di acquisire il valore di prova nell’eventualità di un processo, visto che la studentessa, a dicembre, tornerà negli Stati Uniti.
Oggi, intanto, il magistrato affiderà ad un esperto l’incarico di eseguire una consulenza tecnica su alcune tracce biologiche trovate, secondo indiscrezioni, sugli indumenti della studentessa. Il consulente dovrà stabilire se appartengano al calciatore. Garra ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver avuto un rapporto consenziente con l’americana e negando di aver esercitato qualsiasi forma di violenza nei confronti della ragazza.
All’ex calciatore dell’Auxerre la Procura contesta anche il reato di sequestro di persona, poiché avrebbe privato la studentessa della libertà personale impedendole di uscire dalla toilette del locale. La difesa, invece, sostiene che sarebbe stato impossibile al giovane sportivo poter consumare una violenza nei bagni senza che nessuna delle persone presenti nel locale notasse nulla.
Recentemente il Tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore del francese, Domenico Naccari.