Studentessa polacca drogata con un drink e poi stuprata

Una studentessa universitaria di 24 anni, cittadina polacca, è stata drogata e stuprata, a Milano alcune notti fa, e poi lasciata nuda per strada. La giovane aspettava alcuni amici in un bar in zona Loreto, quando è stata avvicinata da un ragazzo dai modi garbati che l’ha portata al tavolo e le ha offerto da bere. Nel drink c’era un po’ di Ghb, un farmaco anestetizzante che annebbia la mente e così la ragazza non ha avuto le forze per opporsi. Solo dopo ore, quasi all’alba la ragazza ha ritrovato le forze per reagire ed è tornata a casa. Ma altra particolarità della droga assunta, fatica a ricordare cosa le sia successo.
È solo 36 ore dopo, lunedì nel tardo pomeriggio che realizza quanto ha patito e si reca alla Mangiagalli, dove i medici certificano lo stupro. Ora del caso si occupa la Squadra Mobile, coordinata dal pm Silvia Perrucci. Il Ghb, la cosiddetta «ecstasy liquida» (o gamma-idrossibutirrato) che avrebbe permesso allo stupratore, pare uno solo, di intontire e quasi paralizzare la giovane, pur mantenendola cosciente. Un composto che risulta nella tabella I del ministero della Salute come stupefacente, ma che si trova in giro abbastanza facilmente.
Un allarme, in tal senso, era già emerso nell’ambiente delle discoteche, dove da tempo si vocifera del pericolo di essere adescati e si consiglia di stare attenti a chi offre da bere. La sostanza è liquida, incolore e inodore, e di solito viene sciolta nelle bevande dei malcapitati per indurli all’euforia e alla disponibilità sessuale.
In piccole dosi ha effetti simili all’alcol, a più alte elimina i freni inibitori e a dosi ancor maggiori provoca disturbi alla coordinazione motoria e del linguaggio, oltre a sonnolenza pesante, per 3-6 ore. Gli investigatori dovranno ora ricostruire l’episodio, con ancor maggiori difficoltà, dato lo stato confusionale indotto nella ragazza dall’assunzione della droga.