Studentessa stuprata per strada a Milano: preso tutto il branco

Romeni anche i tre maggiorenni. Il più anziano ha 26 anni: nella sua baracca il cellulare della giovane violentata sabato notte

Paola Fucilieri

da Milano

Cinque romeni irregolari, con precedenti per furto, tra i 15 e i 21 anni. Cinque giovani spavaldi, chiusi nell’ostinato silenzio degli irriducibili. Ecco chi sono i ragazzi del branco, ormai finiti tutti in galera con l’accusa di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, minacce e rapina. Nella notte tra venerdì e sabato avevano rapito una studentessa di 21 anni nelle campagne all’estrema periferia sud della città dove la giovane si era appartata con il fidanzato venticinquenne, su una Cinquecento. E mentre in quattro la violentavano a turno, il quinto del gruppo minacciava con un coltello il suo ragazzo. Un incubo lungo 45 minuti, dopo il quale il branco si era allontanato a bordo di una Fiat Tipo color verde scuro.
La prima svolta alle indagini c’è stata sabato pomeriggio, una manciata di ore appena dopo lo stupro, quando sono finiti in manette i due minorenni del gruppo, un quindicenne e un sedicenne; tra lunedì sera e la mattinata di ieri gli investigatori della squadra mobile hanno chiuso il cerchio e, come promesso dal questore Paolo Scarpis, hanno catturato gli altri tre responsabili a cui davano la caccia da tre giorni e tre notti. A tradire il branco è stata la Fiat Tipo verde di cui la coppia si è annotata la targa, ma anche la cella del telefonino rapinato alla studentessa stuprata e ritrovato nella baracca dove dormiva uno dei delinquenti, quindi la testimonianza dettagliata fornita dalla vittima sull’aspetto dei delinquenti, un racconto minuzioso che ha permesso la ricostruzione di identikit perfetti.
«L’auto usata dai cinque era stata rubata giovedì sera. E venerdì mattina i proprietari ne denunciavano la scomparsa - spiega Vittorio Rizzi, dirigente della squadra mobile -. Subito dopo lo stupro, poi, abbiamo battuto a tappeto tutta l’area dov’era accaduto il fatto, la zona più periferica di via Ripamonti. E nella mattina di sabato la Tipo è stata rinvenuta parcheggiata in una via lì vicino. A quel punto agli investigatori non è rimasto che appostarsi e attendere. La mattina successiva, domenica, intorno alle 11, a riprendere l’auto è arrivato uno dei due minorenni autori della violenza, accompagnato dal responsabile del furto della vettura, un uomo estraneo allo stupro. Da loro siamo giunti all’arresto all’altro minorenne».
Il capo della banda è Valentin Dimitru, detto Leonard, 21 anni, residente in uno dei campi nomadi più conosciuti della città, quello di Triboniano: i poliziotti, dopo una serie di intercettazioni telefoniche e analisi dei tabulati, lo hanno bloccato lunedì sera a una fermata dell’autobus, in compagnia di una giovane rom. A tradirlo sono state le telefonate che ha scambiato con gli altri due complici ancora in libertà, entrambi residenti in una piccola baraccopoli a due passi dal luogo dello stupro, accanto all’abbazia di Chiaravalle: il diciottenne Martin Stan Remi e Olimpio Borog, 26 anni. Questi è stato l’ultimo catturato, nella tarda mattinata di ieri, il solo del branco sposato e con figli, l’unico a non aver partecipato materialmente alla violenza sessuale, ma accusato di concorso con gli altri per aver minacciato il fidanzato della ragazza mentre lei veniva violentata. Nella sua baracca gli investigatori della Mobile - grazie a un blitz messo a segno all’alba di ieri, con i colleghi dell’Immigrazione, nello stanziamento di via Chiaravalle - hanno trovato un telefonino, inchiodando Borog alle sue responsabilità: era quello della ragazza violentata.