Studentessa violentata in discoteca: tre arresti

Avrebbe attirato la giovane amica nello spogliatoio di un locale, dove si è fatto poi raggiungere da altri due amici e insieme avrebbero abusato di lei. Dopo due mesi e mezzo di indagini la squadra di polizia giudiziaria di palazzo di giustizia ha identificato e arrestato i tre. I fermati sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa che vengano chiarite con precisione le rispettive posizioni.
Tutto sarebbe successo nella notte tra sabato 3 e domenica 4 marzo, quando una studentessa milanese di 22 anni va in un locale zona Cordusio per passare una serata di musica latinoamericana. Qui ritrova Abel, colombiano di 26 anni, che fa appunto il ballerino, specializzato in salsa e merengue. I due si erano conosciuti un paio di sere prima, avevano familiarizzato e deciso di rivedersi. Quella sera in particolare la ragazza, che sembra avesse una forte simpatia per il sudamericano, accetta l’invito del ragazzo di appartarsi in una stanza riservata al personale.
Appena i due entrano nello stanzino ecco però inaspettatamente materializzarsi anche un paio di amici: Salvatore, 25 anni, e Antonio di 31. «Se vuoi stare con me, devi stare anche con loro» avrebbe detto il bel sudamericano. Non è chiarissimo cosa sia successo dentro quella stanza, però più tardi dopo la giovane si presenta alla Mangiagalli affermando di essere stata violentata. I medici verificano che la giovane ha avuto rapporti sessuali. Viene redatto un certificato in tal senso e avvertita la polizia
Della vicenda viene subito informato al magistrato di turno che affida alla squadra di polizia giudiziaria di Palazzo il compito di svolgere le indagini. Gli investigatori, grazie anche alle indicazioni della vittima ma anche di alcuni testimoni che avrebbero visto insieme tutti i protagonisti della vicenda, in breve arrivano a identificare i tre stupratori. E nella notte tra venerdì e sabato gli agenti vanno a bussare alle loro porte. Abel, il colombiano, e Antonio, il milanese, vengono raggiunti in città. Salvatore invece viene rintracciato dal personale del commissariato di Augusta in provincia di Siracusa in un villaggio turistico siciliano dove era stato assunto come lavoratore stagionale.
Data la delicatezza dell’episodio, per tutelare la vittima ma anche gli arrestati, innocenti fino a sentenza, gli investigatori invitano alla massima prudenza. I fatti non sono stati ancora completamente accertati, ci sono ancora alcuni particolari da focalizzare, in particolare una eventuale diversificazione delle responsabilità degli arrestati. Tanto che il magistrato ha disposto, insieme al fermo dei tre, anche l’applicazione degli arresti domiciliari.