Studentessa violentata e accoltellata: sentenza a dicembre

Sarà giudicato con rito abbreviato il 17 dicembre, Ioan Rus, il romeno che la sera del 16 aprile scorso aggredì S.M., una studentessa universitaria del Lesotho, a poca distanza dalla stazione ferroviaria della Storta. Lo ha deciso il gup Marina Finiti che ha respinto la richiesta, sollecitata dalla difesa, di giudizio abbreviato condizionato a due perizie, una psichiatrica e l’altra sul coltello utilizzato per ferire a un fianco la ragazza. Secondo il giudice, sono sufficienti, ai fini della decisione, la perizia psichiatrica, già svolta in fase di indagini, che ha stabilito la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti e l’accertamento effettuato sul coltello in base al quale c’è compatibilità tra l’arma, le ferite riportate dalla studentessa e le modalità dell’aggressione descritte dalla vittima. «Rus continua a non rendersi conto di quello che ha fatto - ha commentato l’avvocato Francesco Pettinari, difensore del romeno -. Ha agito in una situazione di impeto: era in uno stato di prostrazione perché era stato abbandonato dalla compagna. Lui ha sempre avuto l’impressione che nell’approccio quella ragazza fosse consenziente. Quanto al coltello, è tuttora convinto di non averlo mai utilizzato». Rus, giubbotto e jeans, ieri presente in udienza, si trova ancora a Regina Coeli in isolamento. «Noi puntiamo a ottenere la pena più bassa possibile visti i reati contestati (tentato omicidio, sequestro di persona, violenza sessuale, ndr)», ha aggiunto il penalista. La scelta del rito alternativo comporta già da sola, in caso di condanna, una riduzione di un terzo della pena. «La cosa importante - commenta Teresa Manente, avvocato di parte civile e responsabile dell’ufficio legale di Differenza Donna - che abbiamo verificato è la gravità dei fatti e delle sevizie inferte dal romeno. Questa donna è stata costretta a subire atti sessuali mentre vedeva il suo intestino fuoriuscire. Oltre a tentare di strangolarla, l’imputato l’accoltellò, come hanno dimostrato gli accertamenti secondo cui la ferita riportata era da taglio netto e non da strappo».