Studenti, assalto al rettorato a colpi di estintore

In strada non più di 300/350 studenti, sugli oltre 250mila tra universitari e medi, sufficienti però a paralizzare la città per l’ennesima volta, abbiamo ormai perso il conto. Anche perché ci sono rimasti dalla mattina alla sera, con la polizia impegnata solo in azioni di contenimento, per evitare di far del male a qualche bravo ragazzo. Bravi ragazzi che però hanno cercato di saldare le loro proteste a quelle degli immigrati arrivando a sfilare, in uno dei tanti mini cortei della giornata, fino in via Padova, quartiere multietnico per definizione. Quindi sono tornati all’Università dove hanno concluso l’epica giornata tentato di sfondare l’ingresso del rettorato.
La giornata si era aperta poco dopo le 9 quando un primo gruppo di studenti, insegnanti e precari, si sono trovati in Cairoli, seguendo la consolidata pratica ognuno si fa il suo mini corteo, senza rompere le scatole ad altri collettivi o centri sociali. Arrivati a 70/80, i manifestanti si sono messi in moto lungo il consueto percorso: circonvallazione interna, corso Italia, piazza Fontana. Non erano nemmeno arrivati a destinazione che iniziava a ribollire la Statale dove si erano riuniti in assemblea circa 250 universitari poi usciti al grido «corteo, corteo». Trovando la strada sbarrata dalle forze dell’ordine. In piazza San Nazaro in Brolo gli agenti li hanno fronteggiati, anche con una certa energia, qualche spinta, qualche randellata poi la polizia ha preferito lasciarli passare e concordare un corteo.
Così dopo averli fatti sfilare per via Sforza, li hanno fatti deviare in via Mascagni per tirarli fuori dalla circonvallazione interna. Da lì hanno proseguito fino a corso Monforte, improvvisando sit in in via Majno e via dei Mille. In viale Romagna, la manifestazione ha piegato verso nord, fino a via Padova per portare solidarietà agli immigrati. Ed effettivamente al loro arrivo intorno alle 15, sono stati accolti con entusiasmo dagli immigrati, in particolare in viale Crespi, dove molti hanno applaudito dalle finestre. Minore invece il successo in viale Monza, dove i ragazzi hanno bloccato per l’ennesima volta il traffico prima di tornare in Ateneo.
Mezz’ora per un birra e un panino, poi i soliti 200 irriducibili hanno nuovamente preso a giocare a rimpiattino con le forze dell’ordine con due piccoli cortei. Il primo voleva consegnare tre doni simbolici a Comune, Prefettura e Camera del lavoro, ma è stato immediatamente bloccato. Il secondo ha cercato di seminare gli agenti, sbucando in via Francesco Sforza, infilandosi tra le auto in coda, paralizzando nuovamente il traffico prima di essere intercettato. Un’altra mezz’ora di corse e rincorse, quindi gli universitari sono rientrati all’Università tentando di sfondare l’ingresso del rettorato. I giovani hanno totalmente sradicato i due pannelli in legno ai lati della porta e provato ad abbattere l’inferriata con tre estintori asportati dai corridoi e con la base di granito di un cestino. Gli estintori sono in parte stati svuotati contro la porta. L’ingresso in ferro ha però resistito e i ragazzi hanno rinunciato e se ne sono andati scandendo i soliti slogan feroci e hanno finalmente lasciato l’università per tornare a casa. Lasciando ancora una volta ai dipendenti, il compito di ripulire tutto.