Studenti, un assegno in dote dalla Regione

Il contributo sarà a favore dei giovani con difficoltà economiche: potrà essere speso durante la carriera scolastica per rette e libri

(...) potrà essere utilizzato in qualsiasi istituto vogliano i ragazzi. Vogliamo promuovere la libertà di scelta e favorire chi si impegna nello studio».
Nei prossimi giorni la Regione invierà una lettera a casa di tutte le famiglie per spiegare come ottenere la «dote» scolastica. In base ai dati infatti emerge che molti, negli anni passati, non hanno fatto richiesta per avere alcun contributo pur avendo tutti i requisiti. Ora sarà tutto un po' più semplice. Ad esempio, per i rimborsi dei libri, non ci saranno più i passaggi del cedolino dal cartolaio alla scuola, dalla scuola al Comune e dal Comune alla Regione ma la domanda da presentare sarà una ed una sola.
Sono oltre 100mila gli studenti che potranno stringere in mano l'assegno della Regione. Ben più di una semplice borsa di studio ma un'assistenza finanziaria che si rinnova di anno in anno. Per agevolare la libertà di scelta, alle famiglie con un reddito fino a 8.348 euro verrà riconosciuta una dote corrispondente al 50 per cento delle spese scolastiche previste, fino a un tetto massimo di 1.050 euro. Il contributo per chi ha un reddito fino a 46.594 euro scende invece al 25 per cento della spesa. Sostegno anche gli alunni portatori di handicap con contributi di tremila euro. Per alleggerire il peso del costo di libri di testo, arrivano anche assegni da 120 a 320 euro all'anno, in base al grado della scuola, per le famiglie con reddito fino a 15.458 euro.
La Regione Lombardia porta avanti anche un'altra battaglia, oltre a quella contro i costi della scuola. Si tratta della riforma della formazione professionale, contro cui il Governo ha presentato ricorso contro la Corte costituzionale. Formigoni «ha preso l'iniziativa» e ha telefonato al ministro all'Istruzione, Giuseppe Fioroni: «In questo Paese - sostiene il presidente lombardo - non deve essere la Corte costituzionale a fare le leggi. Quando legifera, è sempre un momento negativo per la democrazia. Quindi ho proposto a Fioroni di cominciare daccapo l'esame della legge, rispettando i ruoli dell'uno e dell'altro».