Gli studenti a Napolitano: "No alla dieta forzata"

Gli universitari della Bocconi consegnano una lettera sulla riforma Gelmini al presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. Intanto proseguono le proteste: incatenati i cancelli del liceo Severi. <a href="/a.pic1?ID=302706" target="_blank"><strong>Lezioni in piazza, si unisce anche un prof della Cattolica</strong></a><br />

“Genitori per la scuola pubblica”, “No al sapere privatizzato”. Questi i due striscioni appesi di fronte all’università Bocconi in occasione della visita del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. La protesta è arrivata fin lì, ma non si è tradotto in picchetti e sit-in. Gli studenti della Boccini si sono limitati a consegnare una lettera al presidente in cui chiedono di non essere messi a “dieta forzata” per colpa dei tagli voluti dalla riforma Gelmini.

Gli universitari lanciano un appello al capo dello Stato perché inviti “le forze politiche presenti nel parlamento ad affrontare in modo organico la questione universitaria e ad aprire un dibattito che porti ad una riforma profonda del sistema vigente migliorando l’organizzazione e l’efficacia degli istituti di ricerca e promuovendo la piena realizzazione del diritto allo studio».

Inoltre si chiede che le azioni di protesta con interruzione delle elezioni siano attuate in modo «condiviso» dalla maggioranza degli studenti. Gli studenti ritengono «necessaria» una profonda riforma ma si dicono «contrari ad intraprendere la dieta forzata a cui la legge 133 ha sottoposto le università italiane e la ricerca». Bisogna cambiare, sottolineano, il sistema di finanziamento degli atenei tenendo conto non solo del numero degli iscritti ma anche, in modo più vincolante, dei «risultati raggiunti».

Intanto proseguono le proteste studentesche. Stamattina due ragazzi in motorino hanno incatenato due cancelli del liceo Severi e sono scappati. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per spezzare i lucchetti. Le lezioni comunque non hanno subito interruzioni.