Gli studenti paralizzano la città e mandano all’ospedale un agente

Lanci di uova, di zolle di terra, di qualche sasso e di petardi; utilizzo improprio di liquido urticante (che in un corteo, che si tratti di disobbedienti o pacifisti, non si dovrebbe usare mai); cori da stadio e, soprattutto, niente scuola. Il corteo studentesco contro la riforma, composto da 20mila persone secondo gli organizzatori (ridimensionate poi in 10mila dai dati ufficiali della questura) ieri mattina ha ottenuto il risultato voluto: paralizzare la città, offendere pesantemente Mariastella Gelmini (le uova e i petardi sono stati lanciati proprio contro una sagoma del ministro all’Istruzione posizionata davanti all’Ufficio scolastico regionale, l’ex Provveditorato agli studi, di via Ripamonti dove campeggiavano ovunque manifesti con la scritta «Ciao Stella») e persino ferire. Sì, forse ieri è stata la prima volta, dopo tantissimi anni, che dei ragazzi un po’ casinisti ma sostanzialmente pacifici, degli studenti, hanno ferito un poliziotto. Un episodio grave, soprattutto se si considera il contesto in cui si è svolto. Il ferito è un funzionario 40enne della Digos al quale un giovane ha spruzzato del liquido urticante nell’occhio destro. Il poliziotto è stato portato poi all’ospedale Oftalmico dov’è stato medicato e dimesso con una prognosi di tre giorni. Niente di grave, fortunatamente. Ma non doveva accadere.
L’aggressione è avvenuta nel momento più concitato del corteo, cioè nel corso dei tafferugli scoppiati quando i manifestanti si trovavano nella zona dell’università Statale dove la polizia li ha caricati.
Ma veniamo alla ricostruzione della mattinata. Il corteo - composto dai collettivi studenteschi, dai Cub scuola, ma anche dai Corsari, dai giovani del Cantiere e da quelli di un centro sociale di Saronno di matrice anarchica - è partito alle 9.30 da largo Cairoli, per poi convergere verso via Ripamonti. Gli studenti e gli antagonisti hanno subito dopo dato vita a una assemblea nel chiostro dell’università, al termine della quale, intorno alle 11.30, in un migliaio sono nuovamente usciti in corteo. Il grosso dei manifestanti, soprattutto studenti delle superiori, si è diretto allora verso l’Assessorato alla scuola di largo Treves, mentre due-trecento persone hanno proseguito verso via Larga, ma sono stati bloccati in via Velasca da un robusto cordone di forze dell’ordine che, per respingerli, ha effettuato una carica di alleggerimento alla quale i manifestanti hanno risposto con il lancio di petardi e fumogeni per poi ritornare sui propri passi. È stato a quel punto che un giovane (che pare non sia ancora stato identificato) ha aggredito il funzionario della Digos con il liquido urticante.
Dopo un breve giro nelle vie limitrofe, infine, una parte del corteo si è diretta verso via Ripamonti, mentre gli altri manifestanti sono rimasti a ciondolare nella zona dell’università. Il grosso delle forze dell’ordine, visto quel che era appena accaduto al poliziotto, ha però continuato a presidiare ancora all’esterno dell’università di via Festa del perdono sulla cui facciata pendevano due lunghi striscioni di protesta.
Ieri pomeriggio il lavoro degli investigatori della Digos si è concentrato sulla visione dei filmati e delle immagini del corteo per rintracciare i responsabili di eventuali reati. Visto quel che è accaduto si prevede che oggi ci saranno una pioggia di denunce per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Ieri pomeriggio era trapelata la notizia che ci fossero addirittura già un arresto di un partecipante al corteo con precedenti specifici e due denunce di altri giovani, ma la questura non ha poi confermato.