Studenti in piazza, con la sinistra Maroni: chi occupa sarà denunciato

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Mobilitazione della rete studentesca, gli organizzatori: &quot;Un milione 700mila in piazza in tutta Italia&quot;. A Roma la
manifestazione nazionale. A Bologna tafferugli tra manifestanti e polizia. A Milano disordini coi centri sociali. Il premier: &quot;Sinistra scandalosa&quot;. Veltroni: &quot;Il governo ascolti la società&quot;. Liberati i ragazzi arrestati ieri dopo gli scontri di piazza Navona (<strong>video</strong> <strong><a href="/video.pic1?ID=scontri_milano">1</a></strong> - <strong><a href="/video.pic1?ID=scontri_gelmini">2</a></strong>). Il ministro dell'Interno: stop alle occupazioni abusive
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Roma - Giornata di protesta dei "no Gelmini" in tutta Italia, con la sinistra a dar man forte in piazza. Anche se in molte scuole le lezioni sono state regolari. Gli organizzatori sostengono che oggi a Roma sono scese in piazza più di un milione di persone per protestare contro l’approvazione della riforma della scuola. In città sono arrivati tanti treni e pullman, molti più del previsto. Alcuni manifestanti non sono riusciti a raggiungere in tempo la partenza del corteo e hanno dato luogo a manifestazioni spontanee sparse in diverse zone della città. Per dire no alla Gelmini altri cortei si sono mossi a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Bari, L’Aquila, Messina, Cagliari, Genova, Bologna, Firenze.
Ma a dare il loro sostegno alla protesta di studenti e professori c’era tutta la squadra del centrosinistra: il Partito Democratico, con una nutrita delegazione guidata da Walter Veltroni, Rifondazione Comunista, l’Italia dei Valori, Sinistra Democratica, Verdi e Pdci. Una mobilitazione contro cui ha lanciato il suo affondo Silvio Berlusconi, che ha accusato la sinistra di avere "una scandalosa capacità di mentire sulle cose di buon senso".

Immediato il commento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità".

Maroni: chi impedisce lo studio sarà denunciato E agli slogan di chi manifesta dicendo "non finisce qui" e preannuncia altre proteste e  occupazioni, in serata replica il ministro dell'Interno Roberto maroni che avverte: "Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Finora il fenomeno delle occupazioni rientra in manifestazioni fisiologiche di dissenso". "La continuità didattica finora è garantita", ha rilevato il ministro.

"A Roma un milione? Erano centomila" Maroni giudica positivamente l’operato delle forze dell’ordine in occasione delle manifestazioni studentesche di ieri e di oggi e ritiene di gran lunga esagerato il numero di un milione di manifestanti che avrebbe partecipato allo sciopero della scuola di oggi. "Abbiamo monitorato e gestito in modo impeccabile le manifestazioni", ha detto. Quanto allo sciopero il ministro ha detto: "Ho letto che a Roma ci sarebbe stato un milione di persone. Purtroppo c’è il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali, anche se 100 mila persone sono comunque tante". 

I dati dello sciopero "Secondo i dati parziali rilevati alle ore 14:30 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero odierno indetto da Flc/Cgil, Cisl/scuola, Uil/scuola, Snals/Confsal, Gilda naz.ins., Fsi, Altrascuola Unicobas, cui hanno aderito anche Seios, Alai/Cisl, Cpo/Uil e Nidil/Cgil, è stata pari al 57,1. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio, 258.152 hanno scioperato". È quanto si legge in ubna nota diffusa dal ministero dell’Istruzione.

Un milione e 700mila Secondo gli organizzatori in totale erano un milione e 700mila i manifestanti in tutta Italia. A Milano hanno incrociato le braccia 200mila lavoratori della scuola; a Torino 100mila; in tutta la Sicilia 200mila (solo a Palermo 50mila, a Catania 20mila, a Messina 10mila, a Siracusa 6mila, a Trapani 10mila, a Caltanissetta 5mila); a Bologna 30mila; a Cagliari 20mila; a Venezia 10mila; a Genova 10mila, a Bari 2mila, a Bergamo 7mila; a Belluno 4mila, a Firenze e a Padova qualche migliaio; a Belluno 4mila. In Abruzzo e in Calabria sono stati soprattutto gli studenti a manifestare: 5mila sono sfilati all’Aquila; circa 3mila a Reggio Calabria, 5mila a Cosenza, un migliaia a Vibo Valentia; 2mila a Lametia Terme, centinaia a Crotone.

Il corteo di Roma Studenti, professori, genitori e universitari stanno manifestando a Roma contro il decreto Gelmini, diventato ieri legge, e contro i tagli all’Università e alla ricerca previsti dalla legge Finanziaria. La grande manifestazione organizzata dai sindacati del settore nel giorno dello sciopero generale della scuola, è partita intorno alle 9 e mezza da piazza della Repubblica: la testa del corteo si sta avviando verso piazza Barberini, mentre la coda ancora non si è mossa e al momento si trova a piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini. In piazza della Repubblica continuano a confluire gruppi di manifestanti, soprattutto studenti. I professori, infatti, si trovano quasi tutti in testa al corteo. Coloratissima la partecipazione: bandiere dei sindacati e dei partiti di sinistra, soprattutto tanti striscioni come "Maestro unico? No grazie, tutti in piazza come un unico maestro", "La scuola siamo noi, i fannulloni siete voi", "La scuola è pubblica e non si tocca" oppure "Se il decreto non si arresta non si ferma la protesta". Il corteo è anche molto rumoroso: si suonano fischietti, si battono tamburi e si gridano cori contro il governo. Gettonatissimi, ovviamente, quelli contro il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini. Numerosi anche gli studenti universitari che pur non essendo in sciopero hanno aderito alla manifestazione dei sindacati della scuola: chiudono il corteo insieme ai ricercatori precari. Intanto, alla periferia di Roma, tra punti di arrivo dei pullman alle stazioni di Anagnina, Tuscolana e Eur sono stati organizzati cortei spontanei a causa dell’eccessivo afflusso di manifestanti nelle strade. Anche sul Grande Raccordo Anulare decine di pullman sono rimasti bloccati: i manifestanti hanno abbandonato i mezzi di trasporto e hanno dato il via ad una manifestazione.

L'assedio al Ministero Nel pomeriggio il corteo degli universitari è giunto al ministero dell’Istruzione che è stato "circondato" dagli studenti. "La coda del corteo è ancora a piazza Venezia - ha detto Giorgio, uno dei portavoce degli universitari - tutto sta andando avanti tranquillamente anche se ci sembra che la polizia schierata sia nervosa". Nel giro di un'ora il corteo degli studenti è ripartito minacciando: "Bloccheremo la città". Non è definito il percorso che i manifestanti intendo seguire. Al momento si dirigono verso Porta Portese.

Studenti di destra in piazza Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova, fa sapere in una nota di stare "manifestando e scioperando in tutta Italia contro la legge Gelmini, e lo stiamo facendo anche con la sinistra". "Noi studenti vogliamo restare uniti, e non cadiamo nel tranello approvato dal Governo che ci vorrebbe vedere in faida tra noi. Continuano pacificamente le occupazioni da noi promosse: la protesta proseguirà ad oltranza, e manterremo la linea del non accettare provocazioni da nessuno", prosegue la nota.

Il corteo di Milano Nessuna cifra ufficiale, ma i manifestanti hanno riempito interamente piazza del Duomo a Milano per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell’Istruzione. È un corteo colorato e pacifico quello che da stamattina ha attraversato il centro di Milano. "Le nostre maestre sono già uniche", gridano i bambini delle elementari armati di fischietti e tamburi. Dicono no alle classi ponte e ai tagli all’istruzione genitori e insegnanti che hanno manifestato fianco a fianco. Sventolano invece l’effige della Gelmini ribattezzata 'beata ignoranza' i ragazzi degli istituti superiori che non hanno smesso un solo istante di invocare il ritiro della legge. A chiudere la manifestazione gli studenti universitari che promettono di bloccare ancora la città per dire no alla morte dell’università pubblica. Nessun incidente si è registrato alla manifestazione che ha attraversato il centro sfidando anche la pioggia. "Adotta una maestra" è invece il grido di battaglia dei precari del mondo della scuola. "La scuola è il futuro dell’Italia" è lo striscione che campeggia sul monumento al centro della piazza in cui i manifestanti stanno sostando per gridare insieme no alla riforma della suola. In mattinata una decina di studenti dell’Università Statale hanno tentato, senza successo, di occupare il rettorato. I diversi spezzoni del corteo milanese che non si sono fermati in piazza Duomo stanno confluendo in piazza Affari, dove viene organizzato un grande sit-in di fronte al palazzo della Borsa. In un clima che rimane rumoroso ma festoso, diverse centinaia di studenti delle superiori e dell’università, fra la musica emessa a tutto volume dai camioncini che fanno da riferimento ad alcuni centri sociali della città, stanno tenendo brevissimi comizi e scandendo slogan contro la riforma.

Tensione coi centri sociali Tensione a Milano al termine della manifestazione degli studenti nel centro cittadino. Uno spezzone del corteo, dopo una sosta in piazza Affari davanti alla sede della Borsa, si è ulteriormente frantumato e un gruppo di aderenti principalmente ai Centri sociali ha ripreso la marcia nella centralissima zona di via Torino. Immediata la risposta della Forze dell’ordine che hanno inviato numerosi agenti. Molta l’agitazione ma per il momento non si registrano disordini. Nel frattempo gli studenti di Brera sono rientrati in accademia dove è programmata la "Notte bianca" mentre quelli delle Università del Politecnico e della Bicocca si sono diretti al parco Sempione per discutere delle prossime iniziative contro la riforma scolastica.

Tafferugli a Bologna La polizia ha usato anche i manganelli per fermare la testa del corteo anti-riforma Gelmini a Bologna. L'incidente è scoppiato davanti all'aula magna di Santa Lucia dell'ateneo Bolognese, in via Castiglione, a 200 metri dalle Due Torri, dove le forze dell'ordine hanno bloccato il corteo che voleva proseguire per fare un presidio sotto la sede di Unindustria, in via San Domenico. Mentre era in corso una discussione, qualcosa ha innescato la reazione degli agenti che hanno manganellato gli studenti della prima fila. Dal corteo sono volate bottiglie di vetro e sono stati lanciati sassi, poi sono partiti slogan come "Vergogna vergogna". Una giornalista del Corriere di Bologna che seguiva la manifestazione è rimasta ferita dopo essere stata raggiunta da una bottiglia di vetro lanciata da alcuni manifestanti. Benedetta Boldrin, ferita alla testa mentre si trovava all’inizio del corteo nei pressi della sede di Confindustria, è stata soccorsa dai sanitari e trasportata in ambulanza all’ospedale.

Berlusconi: "La sinistra dice il falso" "C’è una scandalosa sinistra che ha questa capacità assoluta di mentire su cose che sono di un buonsenso e di una logicità assoluta". Berlusconi torna a difendere la legge Gelmini e commenta così le manifestazioni di oggi degli studenti contro la riforma della scuola. A chi gli fa notare che in piazza ci sono non solo ragazzi ma anche molti genitori e famiglie, il Cavaliere insiste: "La sinistra dice cose che non corrispondono al vero. La nostra non è nemmeno una riforma. Dicono delle cose, ma scherziamo? I nostri sono provvedimenti di buonsenso e assunti con il buonsenso del padre di famiglia. C’è una scandalosa e grandissima capacità della sinistra di diffondere il contrario del vero".

Epifani e Veltroni al corteo Il segretario del Pd Walter Veltroni e il segretario della Cgil Guglielmo Epifani si sono aggiunti alla testa del corteo partito da piazza della Repubblica a Roma. "La nostra protesta non si ferma", ha promesso Epifani spiegando che il referendum è "uno degli strumenti ma non il solo". "Per il sindacato il referendum non è la via maestra - conclude il numero uno della Cgil lo sono invece le lotte sindacali". "Il Governo - ha fatto eco l'ex sindaco di Roma - dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la società italiana e questa di oggi è una parte importante della società, c’è tutto il mondo della scuola". Il leader Pd è stato, poi, raggiunto da Di Pietro che è sbucato facendosi largo tra i simpatizzanti. Nella bolgia c'è appena il tempo di un’affettuosa stretta di mano: pochi minuti ma importanti dopo la presenza-assenza del leader Idv dalla piazza del Circo Massimo, per la grande manifestazione del Pd di sabato scorso.

Il Pdl: "Evitare strumentalizzazioni" "La campagna di menzogne della sinistra, oggi scesa in piazza nella vana speranza di recuperare credito dopo il flop registrato sabato scorso, non ha fermato l’approvazione del decreto Gelmini e non bloccherà una riforma giusta, che razionalizza la spesa della scuola elementare, ripristina una figura pedagogica importante per i bambini e con i voti tutela il merito", ha commentato Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, accusando le minoranze di "perdere tempo lanciando inutili campagne referendarie". E ha concluso: "Spiace che le masse ancora una volta si facciano manipolare e strumentalizzare da chi non ha voluto ascoltare le sagge scelte del governo".Poi sui numeri commenta: "La sinistra con la pioggia si restringe. Erano due milioni e mezzo sabato, oggi solo un milione nella manifestazione a Roma. Un calo vistoso. Forse l’aria umida affloscia i numeri, falsi, della sinistra. Altro che milioni! Di enormi ci sono solo le bugie che la sinistra diffonde. Abbassino le piume e non si droghino con numeri fasulli. Noi andiamo avanti per cambiare in meglio la scuola pubblica".

Liberati i ragazzi fermati Arresti convalidati, ma tornano liberi senza alcun obbligo di firma, come aveva chiesto il pm, i due giovani, un militante di Rifondazione comunista, e un studente di destra di Blocco studentesco, arrestati ieri a Roma in piazza delle Cinque Lune, dopo gli scontri a piazza Navona. Oggi si è svolto il processo per direttissima nei confronti di Yassir Goretz, 33 anni, il militante di Rifondazione, e di Michele Bauml, 19 anni. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un’agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml, soltanto di resistenza. Il pm Ciccarese aveva chiesto l’obbligo di firma per entrambi ma il giudice Digioia, ha convalidato l’arresto disponendo la remissione in libertà senza alcuna misura. Il processo per entrambi è stato fissato al 17 novembre davanti al giudice monocratico. Davanti all’aula di tribunale a Roma ad attendere i due, Gortetz e Bauml, che dimostra molto meno dei suoi 19 anni ed è originario della Balduina, sono stati tenuti a distanza in aula e fatti uscire separatamente, le rispettive famiglie e in particolare i genitori. Goretz si è difeso, secondo il suo legale l’avvocato Arturo Salerni, spiegando che è intervenuto, chiamato dalle forze dell’ordine, proprio in virtù del suo ruolo di responsabile della sicurezza. Bauml era al seguito del corteo, non armato e avrebbe solo cercato di scappare per evitare di essere coinvolto negli scontri.

La Ue su piazza Navona La Commissione europea è "fiduciosa che le autorità italiane faranno chiarezza sugli eventi di ieri che sono spiacevoli". È quanto ha affermato Amadeu Altafaj, uno dei portavoce della Commissione Ue rispondendo alle domande dei giornalisti sull'atteggiamento dell'euroesecutivo sugli scontri avvenuti ieri a Roma. Il portavoce, che ha definito questi avvenimenti "tristi", ha anche sottolineato che "non ci sono dubbi sul rispetto dei diritti fondamentali. Confidiamo nelle autorità italiane nel fare chiarezza" ha ribadito il portavoce, spiegando anche che l’educazione è materia di competenza degli stati membri.