Gli studenti vogliono far tacere anche Pera

Dopo i fischi a Ruini, la sinistra ha attaccato il presidente del Senato

Marco Bastiani

da Siena

È stato uno show contro il governo e la maggioranza di centrodestra quello a cui il presidente del Senato, Marcello Pera, è stato costretto ad assistere ieri pomeriggio a Siena. Ospite del rettore Piero Tosi per presentare il libro di Joseph Ratzinger (scritto quando era ancora cardinale) «L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture», Pera ha accettato un cambio di sede del dibattito visto che buona parte del rettorato è occupato dagli studenti. Il presidente del Senato è stato fischiato e contestato in piazza Duomo, appena arrivato, da quegli stessi universitari che il 23 settembre scorso si scagliarono contro il cardinale Camillo Ruini. Poi è stato anche costretto ad ascoltare la lettura di un proclama contro il governo e la riforma sull’università voluta dal ministro Letizia Moratti. Così il dibattito sui motivi di crisi dell’uomo, al quale ha partecipato anche il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio della pace, si è concluso con toni da campagna elettorale. Circostanza che ha fatto rumoreggiare intellettuali, religiosi ed esponenti politici (assente il sindaco ds Maurizio Cenni) arrivati a Siena per ascoltare la seconda carica dello Stato. È stata una studentessa, Anna Maria Riccardi, dell’assemblea permanente degli studenti, a leggere il lungo documento di fronte a Pera e Tosi con toni molti critici per la riforma universitaria e per lo stesso presidente del Senato, reo di aver permesso all’aula di approvare il disegno di legge sull’università. «Non è il presidente del Senato ad approvare le leggi ma la maggioranza - ha detto Pera, cercando di stemperare i toni - io al massimo posso permettermi di suonare la martinella», alludendo al campanello che i presidenti delle assemblee usano per richiamare all’ordine i parlamentari indisciplinati. Pera gentilmente ha ricevuto il documento degli studenti, ma questo non è bastato per placare circa duecento giovani che di fronte alla chiesa della Santissima Annunziata hanno continuato a urlare slogan contro il ministro dell’istruzione: «Libera cultura, la Moratti in questura», e poi ancora «Riforma approvata, università precarizzata».
I giovani si sono appellati con i megafoni anche al capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, affinché non firmi il disegno di legge ora all’esame della Camera. Ironici gli slogan contro Pera: «Sono meticcio e me ne vanto», hanno urlato i ragazzi riferendosi al famoso discorso al meeting di Rimini. Anche se una decina di studenti, per accordi precedentemente presi con il rettorato, sono stati presenti in sala per tutta la presentazione del volume del Papa, molti altri hanno chiesto di entrare tanto che lo stesso Tosi ha cercato una mediazione con il questore, senza riuscirvi. Nei 45 minuti di spiegazione del libro di Ratzinger, Pera ha cercato di ricercare da dove nasce la crisi dell’uomo europeo alle prese con il relativismo e ha messo precisi paletti sulle questioni bioetiche: «Su questo uomo, non più generato ma creato artificialmente non splende più il sole di Dio». E poi sul multiculturalismo: «Il fenomeno paradossale è che mentre abbiamo il dovere sacrosanto di rispettare tutte le culture e le religioni degli altri, quando si arriva alla nostra, si invoca la libertà di espressione e di pensiero. Si invoca quella che si chiama la tolleranza, espressione bella, nobile e condivisibile. Ma la tolleranza senza la verità, dice Papa Ratzinger, è ipocrisia». Parole che sono suonate come una melodia per le duecento persone venute qui per ascoltare Pera e non per contestarlo.