Lo studio di Castiglioni diventerà un museo

Aprirà a gennaio e conterrà l’archivio e la collezione di oggetti comuni dell’architetto

Adorava gli oggetti. Li raccoglieva in giro per il mondo. Oggetti di ogni forma, genere e colore oggetti e poi li divideva in due sezioni: «intelligenti» e «stupidi». Achille Castiglioni conservava tutto, dagli schizzi ai modelli. Un patrimonio ricchissimo il suo, racchiuso nel suo studio che presto diventerà un museo aperto a tutti. La Triennale ha stipulato un accordo quinquennale con gli eredi del grande designer morto nel 2002. Lo studio dell’architetto (fra le altre creazioni, lampada Arco per Flos, il radiofonografo stereo Rr126 per Brionvega e il tavolino Servomuto per Alessi), che si trova in Piazza Castello, sarà aperto a gennaio.
Per oltre 60 anni Castiglioni ha lavorato in questo suo studio, in cui è conservato il suo vasto archivio: disegni, schizzi, modelli e prototipi, fotografie, manifesti, articoli, libri. Importanti testimonianze per studiosi e studenti. Fra le altre cose, una singolare collezione di oggetti d'uso, utensili, attrezzi anonimi di vita quotidiana: forbici, scarpe, mollette, pinze, lampade, martelli, occhiali, testimonianze di un «gusto» popolare. Castiglioni li raccoglieva, appunto, in giro per il mondo, con uno spirito umoristico e dadaista.
La Triennale si è impegnata a sostenere, dal punto di vista economico ed organizzativo, la famiglia Castiglioni nella gestione dello Studio-Museo. In seguito entrerà in possesso del patrimonio. Viene così evitato che in futuro possa avvenire la dispersione o il trasferimento all'estero di questo importante archivio, come è avvenuto di recente con quello di un altro grande architetto milanese, Marco Zanuso, finito in Svizzera.
Ma chi era questo genio del quotidiano? Nato nel 1918, si laureò al Politecnico di Milano e nel ’38 iniziò a lavorare con i fratelli Livio e Pier Giacomo proprio nello studio di Piazza Castello. Poi Livio, negli anni '60, aprì un proprio spazio, mentre Pier Giacomo morì. Achille rimase solo nello studio, e creò oltre un centinaio di oggetti, che rappresentano alcuni momenti chiave del design italiano del secolo scorso.
Con le sue creazioni Castiglioni vinse nove Compassi d'Oro, storico premio per il design della Triennale, ed ebbe numerosi altri riconoscimenti internazionali. A Torino, nel 1969, ebbe una delle prime cattedre universitarie di Design Industriale, che tenne fino al 1980. Venne poi al Politecnico di Milano fino al 1993. Tra il 1984 ed il 1986 una sua mostra personale itinerante fu ospitata da musei di Vienna, Berlino, Milano, Zurigo, l'Aia, Madrid e Parigi. Nel 1995 un'altra sua personale toccò Barcellona, Milano, Bergamo, Wheil am Rhein, Tokio, e New York al Museum of Modern Art. Impossibile non rendergli omaggio nella sua città.