Studio del Censis: ecco perché ha vinto il centrodestra

La coalizione guidata dal Cavaliere è risultata più "attraente": il 12,6% degli elettori del Pdl prima aveva votato a sinistra. Nel Pd solo il 3% prima aveva scelto la Cdl

Roma - L’analisi dei flussi nelle due elezioni politiche del 2006 e del 2008 mette in luce che, all’ultima tornata elettorale c’è stata una consistente fuoriuscita di elettori dal centro sinistra, intercettata dalla coalizione del centro destra e anche dall’Udc. È la prima fotografia di quanto avvenuto il 13 e 14 aprile scattata dal Censis.

La capacità del Centro Sinistra di attirare ex-votanti della coalizione opposta, così come la sua capacità di mobilitare elettori che nel 2006 non avevano espresso un voto, si legge nella nota riassuntiva dell’indagine, non è riuscita a compensare la fuga di consenso verso gli avversari, sia quelli tradizionali del centro-destra che in misura maggiore verso l’Udc, il cui elettorato maggioritariamente proviene dall’Unione, con tutta probabilità dall’area di Centro del Centro-sinistra.

In buona sostanza, secondo il Censis, "fatto 100 l’elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel Centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Casa della libertà e lo 0,8% per l’Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto". La coalizione di Centro-destra ha invece l’83,9% di elettori che gli hanno rinnovato il consenso, il 12,6% che aveva votato per la coalizione opposta, il 2,2% per l’Udc e l’1,1% si era astenuto o aveva votato scheda bianca o nulla. Infine, nell’elettorato dell’Udc solo il 18,3% rappresenta elettori che avevano dato il proprio consenso all’Udc nel 2006, il 24,7% proviene dalla Casa delle Libertà e ben il 57% dall’ex Unione.

I fatti più rilevanti, fa notare l’istituto di ricerca, riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l’aumento consistente dei consensi all’Italia dei Valori e la riduzione a meno di un terzo dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno. L’attuale elettorato della Lega è composto per il 43,3% di persone che avevano votato per questo partito alle elezioni del 2006, mentre ben il 56,7% è fatto di elettori che avevano votato per altri soggetti. In particolare, il 27,5% aveva dato il suo consenso a due dei partiti componenti l’attuale Popolo delle Libertà (Forza Italia e Alleanza Nazionale), il 20,4% aveva dato il suo consenso a Ulivo + Rosa nel Pugno + i socialisti, mentre l’8,7% si era addirittura schierato con gli attuali componenti della Sinistra arcobaleno (Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Verdi) ed un residuale 0,1% è arrivato da altri soggetti.

L’elettorato dell’Italia dei Valori è composto dal 29% di elettori che ha confermato il proprio consenso rispetto al 2006, del 37,3% che aveva votato per l’Ulivo, del 12,9% che aveva votato per uno dei partiti dell’attuale Sinistra Arcobaleno e da un residuale 4% che aveva votato per Forza Italia o Alleanza Nazionale. Riguardo a dove siano andati i voti della Sinistra Radicale, dai flussi emerge che, di coloro che nel 2006 avevano espresso il proprio consenso a Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi (e hanno espresso il voto nel 2008), oltre il 37% si sono accasati nel Partito Democratico, il 19,3% sono rimasti nella Sinistra Arcobaleno, ben il 16,2% si sono spostati verso il Popolo delle Libertà, il 5,6% ha scelto l’Italia dei Valori, il 3,9% la Lega Nord e poco meno del 18% hanno votato altri partiti, oppure scheda bianca/nulla. Una migrazione sparsa del consenso del 2006, con addirittura una quota superiore al 20% che è saltata nella coalizione di centro-destra.