Studio sbugiarda il Pd: soldi in più all’Aquila

RomaNapoli tartassata e l’Aquila prosciugata, ricchi sempre più ricchi e Sud ridotto alla fame. Nello studio del Partito democratico il federalismo fiscale targato Lega funzionerebbe un po’ come Superciuk, il nemico di Alan Ford che rubava ai poveri per donare ai ricchi sempre più ricchi. In difesa del federalismo scende in campo il ministro per la Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli. «Chiunque abbia sostenuto che attraverso la futura autonomia impositiva dei Comuni possano venire meno per gli stessi quasi 500 milioni di risorse lo ha fatto o ignorando o confondendo la compentenza della cassa», taglia corto Calderoli che suggerisce alla sinistra che dà i numeri di «giocarseli a lotto».
Tocca poi a Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, controbattere punto per punto l’analisi del Pd, definita «non veritiera e non completa». Se nello studio del Pd si parla di un taglio drastico per le entrate dell’Aquila, che perderebbe oltre 26 milioni di euro, Napoli evidenzia che «il confronto con i nuovi gettiti è errato». Sia l’Aquila sia Napoli tra i comuni «sono quelli che hanno trasferimenti maggiori e non tutti fiscalizzabili che permarranno in quanto trasferimenti speciali». Oltretutto con l’introduzione del federalismo fiscale si procederà «ad una riqualificazione della spesa che avverrà con la determinazione dei fabbisogni standard cui si rapporterà il livello di entrata», puntualizza Napoli.
I comuni dunque non andranno a perderci, prosegue, «ma anzi nella fase a regime la dinamicità dei nuovi gettiti ed una piena autonomia impositiva potrà consentire di recuperare sul versante delle entrate». E se si determineranno scarti fra la soppressione dei trasferimenti e i nuovi gettiti il governo potrà sempre intervenire con un «fondo di riequilibrio».
C’è poi, sempre secondo Napoli, un errore di fondo nell’impostazione dello studio di Marco Stradiotto per il Pd perché «i dati presi a riferimento non sono i trasferimenti effettivamente fiscalizzabili». Dati che, prosegue Napoli la Copaff (la Commissione tecnica per la realizzazione del federalismo fiscale) non ha mai pubblicato comune per comune ma si tratta invece «delle spettanze del ministero dell’Interno».
La Copaff ha sempre lavorato su base regionale e non comune per comune, ricorda Napoli, ed i fondi statali di trasferimento suscettibili di fiscalizzazione, poiché presentano i caratteri generali condivisi, corrispondono a circa 15 miliardi per i comuni delle regioni a statuto ordinario. Dunque i calcoli che fa il Pd sono sballati perché «comparare i dati relativi alle spettanze che riguardano i singoli comuni, che appunto non sono trasferimenti fiscalizzabili, con il totale dei gettiti che potranno essere devoluti sulla base delle nuove imposte è, semplicemente, errato».