Stupra coetanea, sedicenne in cella

Peruviana di 15 anni aggredita a una festicciola

L’ha trascinata in cantina a forza e lì ha abusato di lei. La vittima, 15 anni, appena rientrata a casa s’è confidata con la mamma che ha chiamato la polizia. Una visita alla Mangiagalli ha confermato la violenza e gli agenti sono andati a prendere il violentatore, solo un anno più vecchio, e l’ha portato al Beccaria.
Finisce così una brutta storia che ha avuto come protagonisti due adolescenti sudamericani: peruviana lei, ecuadoregno lui. Entrambi fanno parte di un gruppo di amici che sabato pomeriggio hanno partecipato a una festina in un appartamento in zona Loreto. Un appuntamento tra adolescenti di buona famiglia: genitori con permesso di soggiorno, un’occupazione regolare e ben inseriti nel tessuto sociale. Tutti gli adolescenti si conoscevano ed erano conosciuti da mamma e papà. Sembra che lo stupratore abbia portato la vittima con il suo scooter.
Verso le 15 inizia la festicciola, molto tradizionale, niente alcol o droga. Solo che l’ecuadoregno inizia a corteggiare con insistenza la graziosa peruviana. Il pressing si fa sempre più insistente fino a quando in qualche modo riesce a trascinarla fuori dall’appartamento e condurla in cantina dove l’aggredisce.
L’adolescente rientra sconvolta a casa, un turbamento che non sfugge alla madre che la interroga con delicatezza fino a farsi confessare tutto. E la donna non perde tempo a chiamare il 113. Gli agenti della squadra mobile portano la ragazza alla clinica Mangiagalli dove i medici accertano che la ragazza è stata violentata e in precedenza non aveva mai avuto rapporti.
Iniziano le indagini per accertare la veridicità del racconto della quindicenne e individuare tutti i partecipanti alla festa per «inchiodare» il violentatore. Un’inchiesta che si risolve nel giro di poco tempo. Molti dei partecipanti all’incontro ricordano l’atteggiamento dell’ecuadoregno e la sua corte serrata alla piccola peruviana. Compresa la loro assenza dall’appartamento. A quel punto scattano le manette e in serata il sedicenne viene portato al Centro di prima accoglienza del carcere minorile Beccaria. È incensurato e non sembra appartenere a nessuna di quelle bande giovanili che tanta presa hanno sui giovani latinoamericani.