Stupra una donna in un parco Preso marocchino

Un complice del maniaco è riuscito a scappare

da Bologna

Ha implorato di smetterla, di fermarsi, ha gridato con tutto il fiato che le restava in corpo e questa è stata la sua salvezza. Dalla finestra di un palazzo vicino un uomo che non riusciva a dormire e per il caldo teneva le finestre aperte, ha sentito le sue urla disperate. Si è affacciato e ha l'ha vista a dimenarsi a terra, con sopra un uomo. Non c’era bisogno di molta fantasia. Ha capito cosa stava succedendo e subito ha chiamato i carabinieri.
Così è stato arrestato, colto in pratica sul fatto, Mohamed Bouzaien, 33 anni, marocchino e clandestino in Italia, senza fissa dimora e con precedenti penali per reati di droga.
L'uomo adesso è accusato di violenza sessuale di gruppo, perché, sempre secondo il racconto del testimone, erano in due che stavano violentando quella donna di trentadue anni, di origini marchigiane, che ai carabinieri e ai medici del pronto soccorso ha subito confermato la violenza.
Lo stupro si è consumato martedì notte in un'area verde di via Martelli, estrema periferia est di Bologna, una zona della città costellata di grandi palazzi e capannoni, di notte abbandonata a se stessa. Solo per un caso quell'uomo affacciato alla finestra ha evitato che la violenza si consumasse impunita. Come tante, troppe volte, accade. È comunque riuscito a fuggire il complice del marocchino arrestato: è scappato appena sentite in lontananza le sirene delle «gazzelle» che stavano arrivando. Di lui si sa poco o nulla. Il testimone ha detto di averlo visto in piedi a venti metri da dove si stava consumando l'aggressione. probabilmente si tratta di un connazionale dell’arrestato. Ma non è stato in grado di descriverlo. Di certo faceva da palo per il compagno, mentre aspettava il suo turno.
Quando è stata soccorsa, la giovane era in un forte stato confusionale e, stando ai primi accertamenti clinici, aveva bevuto. Forse per questo, se non confermare la violenza, non è riuscita a raccontare molto ai carabinieri. In seguito ad altri accertamenti eseguti durante la giornata, è risultato che la giovane soffre di una forma di disagio psichico e, visto il suo stato i medici hanno deciso di trasferirla per accertamenti nel reparto di psichiatria del Policlinico Sant'Orsola.
Questo episodio è l'ultimo di una serie che ha punteggiato la cronaca di Bologna negli ultimi mesi e anni: tanto che il 29 maggio si svolgerà un sit-in contro le violenze sulle donne. Una manifestazione che ha spaccato i partiti: indetta da un gruppo di studenti vicini a Forza Italia, l'Ulivo non vi parteciperà e il Comune non ha dato il suo patrocinio. Il sindaco Sergio Cofferati proprio in questi giorni ha chiesto al governo più uomini e risorse per la sicurezza.