La stuprano e giocano alla playstation

In arresto il «branco» che la scorsa estate ha abusato di una minorenne

da Matera

A Matera il «branco» che abusa sessualmente di una ragazza - e i quattro giovani incensurati che lo compongono giocano alla play-station in attesa del proprio «turno» - e nel Trevigiano una donna viene violentata sul sagrato di una chiesa, all’alba, mentre torna a casa dal lavoro: due fatti che riaprono, al nord e al sud dell’Italia, il capitolo della violenza contro le donne.
A Matera sono da ieri agli arresti domiciliari due giovani, incensurati; per due loro amici, anche loro «bravi ragazzi» (tutti e quattro hanno un’età compresa fra 19 e 26 anni) è scattato l’obbligo di firma quotidiana in questura. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo continuata, sequestro di persona, percosse e minacce gravi. La violenza è avvenuta nella scorsa estate, in città. È sera tardi, alla fine di una festa in un bar-rosticceria: due ragazze escono dal locale per tornare a casa. Arrivano quattro giovani a bordo di un’auto: conoscono una delle due e si offrono di dare un passaggio a casa all’altra, che ha 15 anni. L’offerta è accettata, ma presto l’itinerario cambia: in un parco, la ragazza viene immobilizzata e minacciata e deve subire i primi abusi. Ma al branco non basta: tutti nella tavernetta di uno dei quattro, dove la ragazza continua a subire violenza.
I quattro si danno il cambio e ingannano l’attesa con la consolle. A un tratto, il telefono cellulare della ragazza squilla: panico fra i violentatori, che la minacciano di non dire nulla. Ma lei grida: «Mi stanno violentando». I quattro allora la lasciano andare, con altre minacce. Il giorno dopo, però, la ragazza si confida a casa, si fa visitare in ospedale, poi va in questura e denuncia tutto. Ieri le ordinanze. C’è anche un quinto indagato, il padre di uno dei «bravi ragazzi»: ha minacciato il padre della ragazza, per convincerlo a non presentare la denuncia (che però era già nelle mani della polizia).
L’altro episodio di violenza sessuale è avvenuto nel settembre scorso, a Spresiano (Treviso), sul sagrato della chiesa: una donna di 40 anni è stata violentata da Lucian Andricsak, di 25, romeno irregolare in Italia, arrestato dalla polizia ad Asolo (Treviso). Il fatto è avvenuto all’alba: la donna stava tornando a casa dal lavoro, ma si è imbattuta in due uomini, uno dei quali sarebbe proprio Andricsak. I due l’hanno importunata, poi l’hanno aggredita, trascinata davanti alla chiesa e uno dei due l’ha violentata.