Stuprata dall’ex e dagli amici: in manette tre ragazzi di 16 anni

Bepi Castellaneta

da San Severo (Foggia)

Ha accettato di bere qualcosa con loro, forse perché sperava di riallacciare il rapporto con il suo ex fidanzato. E invece era una trappola: lei, una ragazza che qualche mese fa ha compiuto 18 anni, è stata condotta in un monolocale e lì è stata violentata da tre sedicenni, che sono stati arrestati poco dopo dalla polizia anche se continuano a proclamarsi innocenti. «Hanno mantenuto un atteggiamento freddo, glaciale, inconcepibile data la giovane età», dice il dirigente del commissariato, Giuseppe Solimene. È accaduto nel giorno dell'Epifania a San Severo, cinquantamila abitanti, una trentina di chilometri da Foggia. Nel giro di poche ore gli investigatori hanno ricostruito questa serata di terrore pianificata nei particolari dai tre ragazzi, due con qualche precedente penale, che adesso sono accusati di violenza sessuale e sequestro di persona. Lei si fidava perché tra loro c'era il suo ex fidanzato, probabilmente pensava che quell'invito al bar potesse essere il primo passo verso una riconciliazione. E così ha accettato, e poco dopo le 20 tutti insieme sono andati in un locale del centro di San Severo. La diciottenne non beve alcolici, ma i sedicenni l'hanno convinta a bere qualche bicchiere di rhum; poi hanno deciso di proseguire la serata, hanno fatto qualche giro con gli scooter per i vicoli della città, hanno raggiunto la zona del teatro comunale, sempre in centro, dove di sera si ritrovano i giovani di San Severo. I sedicenni e la ragazza hanno continuato a chiacchierare, hanno discusso su dove trascorrere l'ultimo scorcio di vacanze natalizie, hanno bevuto ancora fino a quando i tre aguzzini con la maschera degli amici hanno messo in atto la seconda parte del piano e le hanno proposto di andare in un monolocale per vedere un dvd, il concerto di un cantante locale. La ragazza ha accettato, ma quando sono entrati nell'appartamento è scattata l'aggressione: hanno spento la luce e l'hanno violentata a turno. La diciottenne è riuscita a fuggire dopo circa un'ora, approfittando di un momento di distrazione degli aguzzini. Ed è andata subito al commissariato di polizia, dove in lacrime ha raccontato quello che era accaduto.
Gli agenti l'hanno soccorsa, nello stesso tempo sono scattate le indagini, che si sono concluse rapidamente. Gli investigatori hanno raccolto la drammatica storia della diciottenne, che era in stato di choc ma è riuscita a trovare la forza di confidarsi con una poliziotta. La ragazza ha raccontato della trappola, ha parlato di quell'invito al bar. «Credevo fosse un'occasione per riallacciare una storia di amore finita», ha detto la diciottenne, la quale ha riferito di aver bevuto alcolici anche se non era abituata per non sentirsi in imbarazzo visto che era la più grande. Ma quell'invito era soltanto un pretesto. Faceva tutto parte di un piano: la chiacchierata, il giro con gli scooter, la nuova sosta al bar, l'invito a guardare il dvd in quel monolocale. Sulla vicenda di San Severo è intervenuto il presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, Antonio Marziale: «Non è più tempo - afferma - per dissertazioni accademiche, urge una riforma della giustizia minorile scevra da slalom lessicali di natura psuedopsicologica che fino a tutt'oggi consentono ai minori, autori di reati che di minore non hanno proprio nulla, di godere di immunità». Secondo Marziale «non è più possibile trattare giudiziariamente reati così turpi con normative obsolete che guardano al recupero sociale del reo prima ancora della giustizia dovuta alle vittime».