Stuprata e picchiata fin da quando era una bambina: zio condannato a 10 anni

La sentenza del Tribunale: reclusione per un 76enne a cui la ragazza, ora maggiorenne, era stata affidata. La vittima: «Per me è già una grande fortuna essere ancora viva»

Ora che l'incubo è finito, riesce a dire solo poche parole. «È già una grande fortuna per me non essere più in quella casa, di essere ancora viva». Lei che è appena diventata maggiorenne, fa fatica a ricordare il passato. Violentata e picchiata con un bastone e un frustino dallo zio, per undici anni. Adesso il suo aguzzino non potrà più farle del male. Condannato a 10 anni di reclusione dai giudici della nona sezione penale. Gli episodi contestati risalgono al 1995, quando la vittima aveva 5 anni, e sarebbero proseguiti fino al 2006. In base a quanto ricostruito dal pubblico ministero Antonio Sangermano (che aveva chiesto una condanna a 12 anni di carcere per violenza sessuale aggravata dall'età della vittima e dal fatto di averlo commesso in qualità di genitore adottivo e per maltrattamenti in famiglia), Calogero Guarnaccia, 76 anni, ha abusato della nipote approfittando del silenzio della moglie che per questo motivo era stata coinvolta nel processo per concorso nelle stesse accuse. Per legge, infatti, non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a causarlo. La piccola frequentava ancora le elementari quando ha inghiottito dei farmaci che avrebbero potuto ucciderla. Un fatto accertato, anche se oggi la stessa accusa ha chiesto l'assoluzione dello zio dal reato di istigazione al suicidio. Qualche anno dopo, per tentare di allontanarsi da quella casa, è finita anche vittima del portiere del palazzo a cui si era rivolta in cerca di protezione. Solo a 16 anni compiuti ha trovato la forza di denunciare, dopo essersi confidata con una cugina sua coetanea. Gli zii e il portiere sono poi stati arrestati e anche per il 76enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere nonostante l'età, data la gravità dei fatti contestati. Oggi, dunque, è arrivata la condanna dell'anziano, che è stato interdetto anche dai pubblici uffici e da quelli che si occupano di tutela di minori. Il risarcimento alla vittima sarà stabilito in sede civile, ma intanto il collegio presieduto dal giudice Anna Conforti ha disposto una provvisionale di 200mila euro.