Stupratori, killer e truffatori: i 30 che fanno davvero paura

(...) pericoloso criminale, in un ben preciso reato.
Su Gregorian Bivolaru, classe 1952, detto «il guru», gli yogi americani hanno creato persino un intero sito. Forse a molti il suo nome non dirà nulla, ma certamente è lui il più noto tra i 30 pericolosissimi ricercati schedati dalla polizia romena e, di seguito, dall’Interpol e dall’Europol. Che lo accusano di essere uno stupratore di minorenni. Per almeno due anni, infatti, dal 2002 al 2004, approfittando del suo ruolo certificato di professore di yoga e organizzatore di corsi per la pratica di questa disciplina, il guru ha violentato ripetutamente ragazzine che frequentavano le sue lezioni.
Capo di una setta religiosa, la «Misa» (Movimento d’integrazione spirituale nell’Assoluto) apparentemente il suo scopo e quello dei suoi adepti era di praticare yoga e meditazione. Al punto che sia Bivolaru che la scuola di yoga del Misa - che aveva diffuso le sue comunità spirituali in tutto il mondo - ricevettero riconoscimenti a livello internazionale. Il sito americano, infatti, difende il guru, definendolo «vittima del regime» del dittatore comunista rumeno Nicolae Ceausescu i cui servizi segreti lo avrebbero «perseguitato ingiustamente per la diffusione di una dottrina ritenuta sovversiva sin dagli anni ’70». Una «persecuzione» addirittura peggiorata dopo la caduta del comunismo in Romania. Quando agli adepti di Bivolaru vennero «(...) sequestrati i documenti» e loro «furono brutalizzati, minacciati con le armi puntate alla tempia, per ottenere così con la forza false dichiarazioni su crimini del loro yogi, in realtà mai commessi». «Anche le vittime furono prefabbricate ad arte» si trova scritto nel sito.
Lo scaltro guru, intanto, mentre l’Interpol lo cercava dappertutto, aveva provveduto a mettersi in salvo. E, dopo essere passato anche per Milano, raggiunse la Svezia che nel 2006 gli concesse asilo politico. Due mesi prima, il Consiglio internazionale superiore degli yogi lo aveva eletto membro onorario. Quando si dice divergenza di vedute...
Anche Violeta Corina Gheorghe, 34enne, è nella lista dei trenta ricercati romeni più pericolosi, ma la sua «specializzazione» appare decisamente meno agghiacciante di quella del guru. Violeta, di etnia rom, è un’abilissima truffatrice accusata appunto di truffa e abuso d’ufficio. Dipendente della pubblica amministrazione la donna avrebbe falsificato documenti dietro pagamento per almeno una decina d’anni, creando un danno incalcolabile all’erario del suo Paese e favorendo l’immigrazione clandestina di molti suoi connazionali (tutti di etnia rom) quando la Romania non era un Paese comunitario. Una ragazza sveglia, la tenera Violeta, che avrebbe avuto stretti rapporti con l’Italia proprio per questo suo ruolo, seppur illegale, di «mediatrice culturale». E adesso spezziamo una lancia a favore della rigidità delle leggi romene. Perché Mihai Sonea, 32 anni, accusato di tentato omicidio (e pure lui tra i trenta ricercati più pericolosi del suo Paese) è stato condannato a 15 anni per tentato omicidio. Sì, avete capito bene: ha sferrato una coltellata a qualcuno rischiando di mandarlo all’altro mondo. Qui, una condanna simile, dopo i tre gradi di giudizio, è difficile farla ottenere persino a un assassino efferato.