«Stupratori della tabaccaia, ore contate per gli altri due»

I malviventi individuati con l’esame delle impronte e del dna: violentarono la donna sotto gli occhi della madre

Non si erano accontentati di mettere a segno la rapina che aveva fruttato loro un bottino complessivo, fra soldi, sigarette e oggetti preziosi prelevati in cassa, di circa 50mila euro. Visto che le vittime erano due donne, hanno approfittato della titolare dell'esercizio pubblico, una signora di 45 anni, violentandola in due sotto gli occhi della madre settantenne. Dopo serrate e complesse indagini i carabinieri della compagnia di Legnano hanno arrestato quattro dei sei componenti il commando, responsabile del raid violento avvenuto il 6 marzo scorso, nel bar «Lino» di Magnago. «Anche gli altri due hanno però le ore contate – ha spiegato il capitano Leonardo Acquaro che con i colleghi di Monza ha condotto l’attività investigativa -. Quelli finiti in manette, così come gli altri, fanno parte di una banda di romeni (una trentina di persone circa) specializzata in furti a danno di bar e tabaccherie». E se all'appello manca uno dei violentatori, l'altro, Gheorghe Dumbrava di 21 anni, è già finito in cella.
Quella sera, poco dopo le 22.30 passando da una porta di servizio che si affaccia in cortile, fecero irruzione in sei, fra cui un minorenne, nel bar ricevitoria. Nel locale chiuso al pubblico, c'era soltanto la pensionata che stava effettuando le pulizie. Dopo averla aggredita, picchiata e imbavagliata con del nastro adesivo, i romeni iniziarono a vuotare la cassa e le slot machine. Ma le grida dell'anziana vennero avvertite dalla figlia che abita sopra al bar, e che attraverso il circuito di telecamere interne si rese conto di quanto stava succedendo nel bar. Scese subito di sotto per cercare aiutare la madre, ma i malviventi che, tutti accusati di rapina e violenza sessuale di gruppo, vollero punire l'imprevista irruzione con lo stupro, prima di finire la razzia nell'alloggio di famiglia e fuggire con l'auto della vittima. La donna violentata finì in ospedale. I militari si attivarono subito alla ricerca dei malviventi, partendo dall'identikit di due di loro che, prima della rapina e per effettuare l'ultimo sopralluogo, si erano trattenuti al bar consumando una birra. «Dai filmati abbiamo potuto ricavare ben poco – hanno aggiunto gli investigatori -, la vera svolta all'indagine è arrivata dai riscontri delle impronte digitali rilevate nel locale, insieme ai reperti biologici. I Ris di Parma hanno sono potuti risalire al dna di alcuni dei componenti della banda. Un paio dei quali, Gheorghe Dumbrava, uno dei violentatori, e Ion Stoinovinc di 30 anni, alcuni giorni dopo erano stati arrestati a Verbania per un furto». Stessa sorte per gli altri due romeni, catturati in un appartamento di Sesto San Giovanni dove tenevano la refurtiva di altre rapine.