Stupri, Berlusconi: "Errore liberare i colpevoli" 

Il premier attacca i magistrati che hanno concesso i domicialiari al ragazzo responsabile dello stupro di
capodanno e a due dei sei romeni coinvolti a
Guidonia: "Delitto imperdonabile ed
esecrabile". E invita i giudici ad "applicare le leggi". Sardegna, critiche a Soru: incantatore che ha fallito in tutto

Roma - Lo stupro è un delitto "imperdonabile ed esecrabile". Proprio per questo, hanno sbagliato i magistrati che hanno concesso gli arresti domicialiari al ragazzo responsabile dello stupro di capodanno a Roma e a due dei sei romeni coinvolti nello stupro di Guidonia: Intervistato da Studio Aperto su Italia 1, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fa sapere occorrere che "i giudici applicassero le leggi e che tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che può in certi casi essere obliterata".

Le accuse alla magistratura "Nessuno può essere in disaccordo e nessuno può restare insensibile al grido di dolore dei genitori dei ragazzi di Guidonia", afferma Berlusconi definendo lo stupro "un delitto imperdonabile ed esecrabile". Il premier crede, infatti, che "nella coscienza di tutti siano da considerarsi degli errori le decisioni del gip di Roma e dell’altro gip che ha liberato dopo appena venti giorni un ragazzo che aveva commesso uno stupro". "Nessuno può restare insensibile a questo grido di dolore che è venuto dai genitori dei ragazzi di Guidonia", ha premesso il premier commentando la lettera dei familiari delle vittime della violenza subita. "Lo stupro - ha aggiunto - è un delitto imperdonabile e esecrabile e credo che nella coscienza di tutti siano da considerarsi degli errori le decisioni del gip di Roma e anche dell’altro gip che in un altro caso ha liberato dopo appena venti giorni il ragazzo che aveva commesso uno stupro". "Occorrerebbe - ha concluso Berlusconi - che davvero i giudici applicassero le leggi e che quindi tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che in certi casi può essere obliterata".

Soru, "un fallito in tutto" Il candidato del centrosinistra alla poltrona di governatore della Sardegna, Renato Soru, "è un incantatore di serpenti, che ha fallito in tutto, come imprenditore, come politico, come governatore della Sardegna". Non bisogna più votare Soru, ha detto Berlusconi, "perché è un incantatore di serpenti: è una persona che è fallita in tutto quello che ha fatto. È fallita come imprenditore, come politico e come governatore della Sardegna". "Come imprenditore - ha detto il premier - ha messo su una azienda che è riuscita ad inanellare 11 anni di perdite continuative, per un totale di 3 miliardi e 300 milioni di passività: incredibile, ma vero". "Un’azienda - ha proseguito - che è stata quotata in borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro e che adesso vale 39 centesimi: pensiamo a quante persone sono state defraudate e impoverite da questa situazione. Un’azienda che sta dimezzando i suoi organici, ha licenziato recentemente oltre 250 persone: insomma credo che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che potrà presentare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna". "Come politico - ha proseguito - con il suo carattere torvo e iroso, ha distrutto la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva in un teatrino di risse continuative, con l’ultima farsa delle dimissioni". Infine, ha concluso, "come governatore, la Sardegna è arrivata al record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati: eppure c’è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi e a leggere i giornali di sinistra gli fanno dei monumenti; per non parlare dell’Unità, che è di sua proprietà, che lo incensa quotidianamente e che usa addirittura toni poetici nel presentarlo".

Il piano anti-crisi "Il governo ha predisposto un piano da 40 miliardi di euro, soldi reali, per interventi nell’economia per i prossimi tre anni. Prevediamo inoltre misure per altri settori strategici come le automobili e gli elettronici. Si tratta di cifre consistenti che possono arrivare fino a 80 miliardi di euro con gli aiuti dei fondi europei e regionali". Il premier torna sull’entità delle risorse che il governo ha annunciato da dicembre di voler mettere in moto per fronteggiare la crisi.

Il nodo intercettazioni La riforma del sistema delle intercettazioni sulle cui modifiche discuterà il Consiglio dei ministri "nei prossimi giorni", prevederà limiti temporali di 30 giorni per consentire l’ascolto, estendibili al massimo di 15 giorni; oltre che limiti sostanziali in quanto si potranno fare solo qualora esistano già "gravi prove di colpevolezza". "Si è abusato" delle intercettazioni, ha premesso il presidente del Consiglio, sottolineando che "devono tornare ad essere un mezzo di indagine eccezionale, come dice la nostra Costituzione". Uno strumento, ha proseguito, che "possa essere usato solo quando esistono gravi prove di colpevolezza: quando cioè ci sono già altri gravi indizi e per un tempo limitato".