Stupri e abusi, uno sportello al Policlinico

Fra le novità, assistenza legale gratuita e rafforzamento degli «sportelli rosa»

Quattrocentomila euro per contrastare la violenza sulle donne e aiutare le vittime di stupri e abusi. Li ha stanziati il Comune per un progetto che prevede la messa in rete di tutti i servizi di supporto telefonico e di assistenza già esistenti. Ma, con i nuovi fondi, Palazzo Marino aprirà all’interno del pronto soccorso del Policlinico un nuovo sportello per offrire un servizio di accoglienza telefonica notturna e festiva, accoglienza e consulenza in emergenza alle donne vittime di abusi e agli operatori sanitari dello stesso Policlinico. «Da quest’anno - spiega l’assessore Mariolina Moioli, anima dell’inziativa - potremo finalmente dare un aiuto anche alle donne sole e non soltanto a quelle con figli a carico. Importantissimo anche il monitoraggio dei risultati per migliorare l’iniziativa». Che è stata elaborata dall’Ufficio vittime della violenza del Comune, insieme a Casa di accoglienza donne maltrattate, Caritas Ambrosiana, Cooperativa sociale Cerchi d’acqua, Soccorso violenza sessuale della clinica Mangiagalli e Telefono donna onlus. Da ricordare che solo a quest’ultima associazione ha seguito nel 2006 mille casi e offerto oltre 5mila consulenze telefoniche. Che la Caritas ha accolto 17 donne, 30 la Mangiagalli, 22 la Casa di accoglienza donne maltrattate e addirittura 545 la Cooperativa Cerchi d’acqua. Molti di più i casi seguiti e le consulenze telefoniche. Tanto che un applauso arriva anche dal centrosinistra. «Ci sono voluti due anni di impegno delle donne - le parole della capogruppo dell’Ulivo Marilena Adamo -, dentro e fuori le istituzioni, di mozioni approvate in consiglio, di appelli esterni, di emendamenti approvati in due Bilanci, per arrivare ad un progetto del Comune costruito insieme alle più significative realtà che per tanto tempo hanno lavorato senza certezze e senza programmazione pubblica. Questo buon risultato deve però consolidarsi in forme almeno triennali e dobbiamo sottolineare l’assenza della Regione». Altre attività previste dal progetto sono la consulenza, l’accompagnamento sociale, i percorsi psicologici di elaborazione del trauma, il sostegno alle iniziative di accoglienza in strutture protette per un tempo minimo che va da sei a dodici mesi. È inoltre prevista la consulenza e l’assistenza legale gratuita per le vittime di violenza sessuale e il rafforzamento della rete degli Sportelli rosa, già attivi presso la Cà Granda e l’Api Milano che operano, prevalentemente, su percorsi di formazione professionale e di sostegno all’occupazione femminile.