Stupri, il governo risponde e cala il pugno di ferro

Pugno di ferro nei confronti di chi commette violenza sessuale, dalle violenze più gravi alle molestie, e via libera alle ronde cittadine ma con precisi paletti. Sono questi i punti salienti del decreto legge approvato ieri all’unanimità dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento reso necessario, come ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi, dal grande clamore suscitato dagli ultimi casi di stupro in diverse città italiane.
Il decreto prevede l’ergastolo in caso di omicidio legato a reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e atti persecutori. Elimina la possibilità degli arresti domiciliari e impone l’arresto obbligatorio in caso di flagranza. Viene poi esteso il patrocinio gratuito a tutte le vittime di violenza sessuale, oltre a limitare l’applicazione dei benefici penitenziari ai condannati per tali reati. Pene più pesanti, fino a 4 anni di carcere, per chi commette «stalking» cioè atti persecutori con un’aggravante se a compiere il reato è un ex marito o un ex partner.
Nei 12 articoli del decreto si fissano i criteri per l’istituzione delle ronde cittadine. Che dovranno essere costituite da volontari non pagati e non armati, iscritti in uno speciale elenco tenuto dalle prefetture.