Stupri in serie: esce di cella e colpisce

Scoperto un trentottenne, scarcerato nel 2007. Ha firmato una sfilza di reati iniziata 10 anni fa Il 1° settembre ha aggredito e rapinato una prostituta. Quattro giorni dopo altre due vittime<br />

I suoi genitori - con i quali ha vissuto sin da bambino, a Pero - non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, astenendosi da qualsiasi commento. Sempre più difficile capire i figli, conoscerli fino in fondo. Figurarsi cosa può significare per un padre e una madre accettare la tristissima realtà di avere avuto fino a qualche tempo prima tra le mura di casa (dal 5 settembre è in prigione, ndr) il proprio «pargolone» 38enne, rivelatosi improvvisamente uno stupratore violento e senza scrupoli di prostitute dell’Est Europa. Che impauriva con armi giocattolo e spesso derubava con un piacere quasi sadico, senza preoccuparsi di averle impaurite a morte. Perché un conto sono gli atti osceni (di cui il soggetto in questione era un habitué da anni), un altro gli abusi sessuali.
Ad arrestarlo in flagranza erano stati i carabinieri di Pregnana Milanese, i primi di settembre, dopo l’ennesima «prodezza». Tuttavia gli investigatori della sezione minori della squadra mobile, guidati dal vicequestore Alessandra Simone, hanno scoperto che Andrea Ugo Colantonio, oltre ad avere diversi precedenti per violenza sessuale, rapina, atti osceni e lesioni, sempre ai danni di lucciole romene (la sfilza di reati è cominciata nel ’96, per poi continuare nel 2001, 2004 e 2005) usciva ed entrava dal carcere, da dove era uscito definitivamente per fine pena nel novembre 2007. Una delle sue ultime vittime - una delle tante con le quali si vantava di essere già stato in galera 8 anni per reati simili - ha memorizzato la targa della sua auto, permettendo alla polizia di attribuire a Colantonio altri due stupri, commessi proprio prima dell’arresto dei carabinieri.
L’1 settembre Colantonio ha quindi abusato di una prostituta in via Stephenson (zona Certosa), rapinandola di 30 euro; 150 li ha sottratti a un’altra violentata il 4 settembre, in viale Umbria. Senza contare che gli investigatori della Mobile - che adesso gli attribuiscono con certezza queste due violenze e, naturalmente, quella scoperta dai carabinieri che l’ha portato dietro le sbarre il 5 settembre - sono convinti che abbia commesso almeno un altro stupro a giugno.
Il gip di Milano, Enrico Manzi, nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Colantonio, scrive che (...) «le vicende descritte dalle denuncianti sono praticamente sovrapponibili e costituiscono, se così si può dire, il “marchio di fabbrica” di un personaggio che si vanta, nei suoi incredibili colloqui con le vittime prima di aggredirle e violentarle, di essere un rapinatore di prostitute».
«Il quadro degli indizi - conclude il giudice - a carico dell’indagato appare grave e preciso; è stato riconosciuto con certezza dalle parti offese».
Oltre alle testimonianze, a permettere l’identificazione di Colantonio sono stati - come ha spiegato ieri mattina Alessandra Simone - alcuni elementi che ritornavano nelle violenze, come le auto che utilizzava, il cambio improvviso di atteggiamento nei confronti delle vittime e, naturalmente, l’abitudine di «vantarsi» con le prostitute di essere già stato in galera per reati simili. «Traguardi» di cui l’uomo evidentemente andava molto fiero. Al punto da spingerlo, ogni volta che usciva dal carcere, a tornare sulle strade in cerca di nuove prede. Per continuare la sua vita da incorreggibile, selvaggio stupratore.