Stupri, Serra prima minimizza e poi presenta il vademecum

Qualche giorno fa il prefetto di Roma Achille Serra, in seguito ad alcuni episodi ravvicinati di abusi sulle donne, si era rifiutato di ammettere che Roma fosse una città a rischio per le donne. Sono passate un paio di settimane e lo stesso Serra ha presentato ieri in Prefettura il primo vademecum per cittadini e operatori della città «Se a una donna serve aiuto. Imparare a osservare, recepire, trasmettere, i segnali di pericolo sul nostro territorio», nato con il sostegno del Comune di Roma. Serra, che era affiancato dall’assessore alle Politiche per la semplificazione, la comunicazione e le Pari opportunità del Comune Mariella Gramaglia e dal questore Marcello Fulvi, ha ribadito la sua convinzione che «a Roma non si possa parlare di una vera e propria emergenza. Eppure sui reati di violenza sessuale sono convinto che ci debba essere un profondo impegno da parte delle istituzioni, degli enti locali e delle forze dell’ordine». Il sogno di Serra sono «condanne esemplari per direttissima. C’è la necessità per questo tipo di violenza di un maggior coordinamento tra rappresentanti della questura, delle forze dell’ordine, assistenti sociali, ma anche direttori degli ospedali per potere gestire psicologicamente coloro che hanno subito queste aggressioni. Stiamo studiando soluzioni a tal proposito».
Nel vademecum si spiega ai cittadini e agli operatori della città come «osservare il mondo che ci circonda» per interpretare le richieste d’aiuto e si forniscono suggerimenti per «evitare l’intervento diretto» e «non perdere il contatto con la scena». Resta poi il fatto che chi assiste a una violenza sessuale dovrebbe «comporre il 113, il 112 o il 118», con la consapevolezza che, ricorda Serra, «quando giungono ai numeri delle Centrali le segnalazioni di una violenza perpetrata ai danni di una donna, quella chiamata ha per polizia e carabinieri la priorità su qualsiasi altra telefonata».
L’assessore Mariella Gramaglia ha precisato che «il vademecum è una sorta di presidio per la libertà della donna. Non vogliamo assolutamente lanciare messaggi di paura - ha detto - ma semplicemente una rete di sicurezza diffusa nella nostra città, una capitale, come ha già dimostrato, festosa, allegra, cordiale». «Non sono qui per stilare numeri e statistiche - ha aggiunto l’assessore - anche se a Roma c’è un tasso di violenza minore rispetto alle altre città. Devo sottolineare, però, che spesso la violenza viene praticata anche all’interno delle famiglie. Di questo tipo di violenza, purtroppo, sappiamo molto meno».