Stupro della Caffarella, i 2 romeni confessano Primavalle: libero Racz

I due romeni, Alexandru e Gavrilia, fermati venerdì scorso, hanno confessato davanti al gip Muntoni: sono i responsabili dello stupro sulla 14enne. Scarcerato il "pugile" per la violenza di via Andersen, il legale: "Dategli un lavoro"

Roma - Hanno confessato tutto davanti al gip Guglielmo Muntoni e al pm Vincenzo Barba i due romeni arrestati venerdì scorso con l’accusa di essere gli stupratori della Caffarella. Ionut Alexandru, 18 anni, e Oltean Gavrilia, 27 anni, hanno ammesso di avere violentato una ragazza di 14 anni nel parco romano il 14 febbraio scorso tutto nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto oggi a Regina Coeli. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia Alexandru e Gavrilia hanno affermato di non conoscere Alexandru Izstoika Loyos e Karol Racz, i due romeni arrestati in un primo momneto con l’accusa di essere gli stupratori della ragazzina di 14 anni e ora detenuti per altri motivi. "I due hanno affermato di avere appreso dell’arresto di Loyos e Racz - spiega il pm Vincenzo Barba - dai giornali".

Il dna Alexandru e Gavrilia sono stati arrestati venerdì scorso dagli uomini della squadra mobile di Roma. Ad incastrarli, oltre ad una serie di indizi, anche il test del dna: il loro codice genetico era sovrapponibile con il dna rinvenuto sui reperti. A loro gli investigatori sono arrivati seguendo la pista di una serie di rapine tutte avvenute nei parchi della zona sud di Roma, tutte ai danni di coppie, tutte tra il 13 e il 15 febbraio.

Gavrilia rischia un'altra incriminazione Rischia di vedersi notificare un’altra ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale Gavrilia, il più anziano dei due presunti responsabili dello stupro della Caffarella. L’episodio che potrebbe determinare una nuova misura cautelare per Gavrilia è quello relativo allo stupro di una studentessa di 20 anni verificatori in un parco alla periferia di Roma nel luglio dello scorso anno. Sarebbe stato lo stesso Gavrilia a vantarsi dello stupro con il connazionale Alexandru, a sua volta detenuto per il caso della Caffarella. La vicenda processuale, per la quale la procura aveva sollecitato una richiesta di archiviazione per l’impossibilità di risalire al responsabile, sarà ora richiamato dagli inquirenti. Molto probabilmente sarà il pm Barba, lo stesso che indaga sul caso della Caffarella, a occuparsi della vicenda per connessione. Per Gavrilia, inoltre, si prospetta ancora una richiesta di ordinanza di custodia cautelare: si tratta della rapina di telefoni cellulari ai danni di una coppia di fidanzati nel parco di via Lemonia, sulla via Tuscolana, episodio per il quale Alexandru e Gavrilia erano stati fermati prima della contestazione della relativa alla Caffarella.

Primavalle: scarcerato Racz Torna in libertà Karol Racz, il romeno già scagionato dall’accusa di essere uno degli stupratori della Caffarella e, fino a oggi, detenuto per la violenza sessuale ai danni di una donna di 41 anni avvenuta la sera del 21 gennaio scorso in via Andersen, nel quartiere romano di Primavalle. Lo ha deciso il tribunale del riesame che ha accolto un’istanza dell’avvocato Lorenzo La Marca, difensore del romeno. Nell’annullare l’ordinanza di custodia cautelare e ordinare la scarcerazione se non detenuto per altro, il tribunale del riesame, presieduto da Giuseppe D’Arma, dispone la revoca della misura cautelare in carcere emessa il 4 marzo scorso nei confronti di Racz per lo stupro avvenuto a Primavalle. Il dispositivo è indicato in una pagina depositata dai giudici competenti sulla legittimità dei provvedimenti restrittivi.

Il legale: "Dategli un lavoro" Prima delle 20 Racz ha lasciato Regina Coeli. "Non so cosa farà dopo la scarcerazione, ma mi sento in dovere di lanciare un appello: Karol è un bravo pasticcere, è incensurato. Se c’è qualche fornaio o pasticcere disposto ad offrirgli un lavoro si facciano avanti". Lo ha affermato l’avvocato di Racz, La Marca, in attesa fuori dal carcere del suo assistito. Poi ha aggiunto: "La richiesta di risarcimento danni si farà, ma non è il momento di parlarne". Così il 35enne all'uscita del penitenziario: "Sono felice di essere libero. È finito un incubo".