Stupro di Capodanno Bufera sui domiciliari

Stupro di Capodanno: arresti domiciliari al reo confesso. E la vittima telefona al sindaco Gianni Alemanno: «Mi sento abbandonata dalle istituzioni». Convalidato, dunque, il fermo di pg per Davide F., il fornaio di 22 anni di Fiumicino che ha ammesso di aver violentato Elisa, la barista di 23 anni dei Castelli Romani, durante il maxi veglione di San Silvestro alla nuova Fiera di Roma.
Il giovane, dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto di fronte al gip Marina Finiti, è stato accompagnato dagli agenti di polizia nell’abitazione del padre dove resterà fino a nuovo ordine. Una misura restrittiva clemente, che avrebbe tenuto in considerazione non solo la confessione resa spontaneamente agli uomini della squadra mobile, ma anche la fedina penale del ragazzo, fino a pochi giorni fa immacolata. Il provvedimento ha scatenato le polemiche e, soprattutto, provocato l’intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il Guardasigilli , infatti, ha inviato gli ispettori a piazzale Clodio per «verificare la piena regolarità della decisione assunta». «Qualunque siano state le valutazioni che hanno portato a questa decisione - precisa il ministro - rimane lo sconcerto perché si tengono in modesto conto la gravità del fatto e il rispetto della dignità della vittima di un così odioso e devastante reato, dalle gravissime conseguenze psicologiche per la personalità di una giovane donna». Critico anche lo stesso sindaco di Roma: «È un segnale sbagliato quello che la magistratura ha lanciato - dice Alemanno - concedendo gli arresti domiciliari al ragazzo. Comprendiamo le motivazioni che hanno portato a questa scelta vista la collaborazione e il ravvedimento manifestato. Tuttavia non si può far uscire dal carcere dopo solo 48 ore una persona che comunque ha commesso un reato così odioso e di così grave allarme sociale. Chiedo la revoca dei domiciliari e di andare verso un processo rapido che accerti definitivamente le responsabilità e di garantire in questo modo la certezza della pena». Duro contro il gip anche Roberto Fiore, esponente di Forza Nuova: «Concedere i domiciliari a uno stupratore solo perché di buona famiglia è un insulto alla vittima e alle donne tutte, nonché la prova che in Italia la pena per certi reati è irrisoria». Gli fa eco Riccardo Corsetto, del Movimento per l’Italia di Daniela Santanché che scrive: «Restiamo allibiti per la decisione del gip. A quanto pare per vedere aprirsi le porte del carcere non è sufficiente stuprare una ragazza e confessare».
Una vicenda drammatica, consumata al maxi raduno di giovani e dj famosi l’ultimo dell’anno. L’ennesima violenza contro le donne che presenta, però, molti lati oscuri. Soprattutto discordanze fra le prime dichiarazioni della vittima e il racconto di Davide. Quanti erano ad abusare della ragazza? In ospedale, nei giorni successivi al fatto, Elisa aveva parlato di più persone: «Mi hanno aggredita, erano in tanti», dice. Un branco di almeno tre ragazzi, forse quattro. Davide, invece, sostiene di essere stato solo lui. Sempre secondo Elisa, lei era in pista con gli amici e la sorella quando si è allontanata per andare in bagno. Lì è accaduto quello che non sarebbe mai dovuto succedere. Davide, invece, sostiene di aver conosciuto la ragazza dopo l’una di notte e di aver ballato e bevuto assieme a lei. Una simpatia reciproca, tanto che i due avrebbero deciso di appartarsi nonostante fossero alterati psicologicamente per l’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti. A questo punto il drammatico epilogo.
yuri9206@libero.it