Stupro di gruppo, scatta l’ultimo arresto

E cinque. Gli investigatori della sezione «minori e violenze sessuali» della squadra mobile, coordinata dal vice questore aggiunto Alessandra Simone, ha chiuso definitivamente il cerchio nell’indagine sui fatti del Capodanno 2009. Quando cinque muratori egiziani (tutti regolari) approfittando della folla dei festeggiamenti seguiti alla mezzanotte in piazza del Cannone, si resero responsabili, a vario titolo, di concorso in violenza sessuale e rapina a due gruppi di donne: tre sarde (madre, figlia poco più che 20enne e amica di quest’ultima) e altre due ragazze. Nei giorni scorsi i poliziotti, infatti, hanno arrestato l’ultima pedina mancante del gruppo di balordi, l’egiziano 30enne Abou Radi Allaa. L’uomo, che «mancava all’appello» nonostante fosse stato riconosciuto dalle vittime e identificato dagli investigatori (il suo ordine di cattura risale allo scorso novembre) è stato preso al suo arrivo in Italia dopo un lungo soggiorno in Egitto dove, nel frattempo, si è sposato con una connazionale.
Ora in galera, insieme a lui, ci sono i primi due arrestati, gli egiziani finiti in manette il 4 marzo scorso: Ibrahim Mohamed Rafat, 33 anni e Abd El Alim, 30enne, anche loro muratori. Restano solo indagati a piede libero, seppur con le stesse accuse, altri due egiziani, un maggiorenne e un minore. Questi ultimi non vennero riconosciuti dalle loro vittime che, aggredite di spalle e buttate a terra, non li videro mai in faccia. «Tutta la dinamica della vicenda e le altre testimonianze fanno ritenere, però, senza dubbio, che anche i due egiziani rimasti a piede libero, abbiano partecipato alla violenza e alla rapina» sottolinea il dirigente della squadra mobile Francesco Messina.