Stupro di gruppo a Villa Borghese: 3 rinvii a giudizio

Sarebbe stata violentata a turno a Villa Borghese da tre stranieri che, a una settimana dall’abuso, furono arrestati dalla mobile romana. Ieri, per l’accusa di violenza sessuale di gruppo e lesioni su minorenne, 2 tunisini e un marocchino sono stati rinviati a giudizio dal gup Adele Rando. Aladine Missaui (22 anni) e Tuoni Mejidi (27 anni), entrambi tunisini e Mohamad Bamou (35 anni di Casablanca) saranno processati il prossimo 26 novembre.
Lo stesso giudice, a conclusione del processo che si è svolto col rito abbreviato, ha condannato altre 3 persone: Giorgio Estasio, 69 anni di Roma (6 anni e 8 mesi di reclusione e 40mila euro multa per violenza sessuale e spaccio), Enrico Grimaldi, 51enne romano, e Giovanni Di Stefano, 51 anni di Guidonia Montecelio (4 anni e 20mila euro ciascuno per spaccio).
Un’ottava imputata, A.T., romana di 23 anni accusata di spaccio, ha invece patteggiato un anno di reclusione. Secondo l’accusa, quest’ultima sarebbe stata violentata, ma avrebbe comunque ceduto droga ad altre due ragazze sue amiche. Tutti i condannati sono stati processati dopo che la polizia scoprì episodi di detenzione e spaccio di cocaina e di violenze sessuali. Episodio chiave dell’inchiesta condotta dal pm Roberto Staffa fu lo stupro a Villa Borghese del maggio 2006. «Li ho rivisti e ho avuto paura»: furono le poche parole della minorenne violentata dai tre stranieri. Aspettò una settimana prima di raccontare quanto le era accaduto e lo fece quando rivide i suoi aggressori proprio nel luogo dove era stato consumato lo stupro. Raccontò che, intorno alle 20 fu trascinata dietro un cespuglio da tre uomini che, minacciandola con un coltello e dopo averla drogata, abusarono di lei a turno. Dalle dichiarazioni della ragazza gli inquirenti risalirono a un giro di spaccio con protagonisti Grimaldi e Di Stefano, ieri condannati, ma anche a altri episodi di stupro cui sarebbero state vittime tre ragazze minorenni. Per questa contestazione, è stato condannato Estasio, che, secondo l’accusa, abusando del loro stato di inferiorità psico-fisica e inducendole ad assumere alcolici e cocaina, avrebbe costretto le giovani a subire e compiere atti sessuali.