Stupro di S. Valentino, in manette due romeni Uno confessa: "L'ho fatto solo per dispetto"

Un giovane di venti anni riconosciuto dalla vittima 14enne. Ha confessato e indicato il complice, un 36enne fuggito a Livorno. Il più vecchio è sospettato anche per lo stupro di Primavalle: indicato dalla 40enne. Il più giovane era già stato espulso dall'Italia. <strong><a href="/video.pic1?ID=questura_di_roma_stupro" target="_blank">Guarda il video</a></strong>

Roma - Dopo quattro giorni di battute e retate ce l'hanno fatta. Arrestati i due romeni responsabili delle stupro del parco della Caffarella. Il primo è stato fermato intorno alle 4 nella Capitale, l'altro a Livorno: è in corso il suo trasferimento a Roma. I due romeni sono stati presi anche grazie alla collaborazione della polizia romena e del commissariato romano di Primavalle. Il primo ha 20 anni, mentre l'altro ha 36 anni.

Confessione Uno dei due avrebbe confessato in nottata parte della sua responsabilità. Secondi quanto si è appreso Alexandru Isztoika Loyos, di 20 anni, era uno degli otto romeni portati in questura ieri sera per accertamenti. Nel corso delle ore poi, i sospetti verso il romeno si sono trasformati in pesanti indizi fino alla confessione. Poco prima dell'alba la polizia è arrivata anche al complice che era riuscito a fuggire dalla Capitale. "Perché l’ho fatto? Per dispetto", questo uno dei passi della confessione del romeno che è stato fermato ieri in un accampamento nomadi abusivo della Capitale.

Da Livorno a Roma E' arrivato intorno alle 9,20 negli uffici della questura di Roma Karol Racz, 36 anni, fermato questa notte a Livorno e coinvolto nello stupro della ragazzina di 14 anni nel parco della Caffarella. Tuta blu e capo chino, l'uomo è entrato in questura circondato dai flash dei fotografi e numerosi cineoperatori. E' stato fermato in un campo nomadi del Cisternino, nella campagna livornese al confine con il comune di Collesalvetti. L’uomo aveva trovato rifugio nell’insediamento nella notte tra domenica e lunedì ma non avrebbe raccontato agli altri componenti del campo i motivi per i quali aveva abbandonato precipitosamente la Capitale. Avrebbe raggiunto il campo a piedi intorno alla mezzanotte di domenica dopo essere arrivato in treno a Livorno. Avrebbe scelto proprio quel campo perché in passato aveva abitato lì e lavorato come raccoglitore di materiali in ferro, prima di tasferirsi a Roma circa cinque mesi fa. Il campo nomadi in cui si era rifugiato è presente da oltre vent’anni e sorge su un terreno di proprietà di alcune famiglie nomadi del clan degli Halilovic, originario della Macedonia, ormai da anni perfettamente integrato in città e costituito da olte 40 persone, metà delle quali bambini che vanno regolarmente a scuola. Proprio i nomadi del campo avrebbero confermato agli agenti i sospetti della polizia, ovvero che il romeno era arrivato nell’insediamento la notte di domenica e proveniva da Roma. Il blitz condotto stamani è stato eseguito da agenti delle squadre mobili di Roma e Livorno. L'uomo stava per scappare in Spagna.

Già fotosegnalati in Italia Erano entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine di Roma e negli archivi della questura c’erano le loro fotosegnalazioni. Il più giovane era stato anche arrestato per furto e ricettazione. A suo carico nel 2008 l’ex prefetto di Roma Carlo Mosca aveva firmato un decreto di espulsione poi annullato da un giudice di Bologna. L’altro romeno non aveva precedenti in Italia, ma in Romania aveva scontato tre anni di carcere per furto e ricettazione. I due, è stato spiegato dal dirigente della squadra mobile Vittorio Rizzi, sono entrati nell’indagine grazie ad una sorta di "album dei frequentatori dei parchi" che è stato creato per l’occasione negli uffici della squadra mobile di Roma. Una sorta di piccolo plotone di potenziali criminali al quale gli investigatori sono arrivati restringendo sempre più la rosa dei sospettati creata con la collaborazione dei due fidanzatini aggrediti alla Caffarella. I due frequentavano il campo abusivo di via Andersen, a pochi centinaia di metri da dove il 21 gennaio fu violentata una donna di 40 anni.

Riconosciuto nel confronto È stato riconosciuto dalla ragazza di 14 anni violentata nel parco della Caffarella Alessandro Isztoika Loyos. Il riconoscimento è avvenuto ieri in Questura dove la coppia di fidanzatini aggrediti era stata convocata per essere messa a confronto con il giovane romeno. I due hanno confermato che Loyos, già da loro indicato in precedenza dopo una ricognizione fotografica, era uno dei due aggressori. Il giovane di 20 anni, interrogato dal pm Vincenzo Barba, ha poi confessato il fatto ed è quindi scattato il provvedimento di fermo. Loyos, che ha precedenti per rapina e furto, ha poi fornito indicazioni per arrivare al suo complice, fermato a Livorno. In giornata il pm chiederà la convalida dei fermi e gli interrogatori di garanzia dei due romeni si terranno probabilmente tra domani e dopodomani.

La rabbia della vittima "Non fatemi più vedere quella foto, non voglio più vedere quel volto", ha detto la ragazza di 14 anni stuprata nel parco della Caffarella reagendo quando gli investigatori gli hanno mostrato la foto di Loyos. Il questore Giuseppe Caruso, ha ricordato il ruolo fondamentale che le due giovani vittime hanno avuto nel corso di tutta l’indagine. "Si tratta di due ragazzi con una forza, una determinazione - ha detto il questore - e grinta eccezionali. Il loro apporto è stato fondamentale soprattutto per le informazioni che hanno fornito alla Scientifica e per i continui elementi che ci hanno dato in questi giorni intensi di indagini".

Le tracce biologiche "Nella tenda di Loyos abbiamo trovato dei pantaloni dove sembrano esserci macchie ematiche che sta esaminando la polizia scientifica" ha detto Rizzi. I pantaloni apparterrebbero al giovane romeno di 20 anni rintracciato dalla polizia in un campo nomadi di Primavalle. Dopo il ritrovamento di queste tracce, ha spiegato Rizzi, "il giovane si è reso conto che non aveva possibilità di scampare all’esame biologico e ha reso una piena confessione davanti al pm Barba".

L'altra violenza Uno dei due romeni potrebbe essere coinvolto anche nella violenza sessuale avvenuta a Roma, nel quartiere Primavalle, ai danni di una donna di 40 anni: stuprata alla fermata dell'autobus. La conferma non arriva ufficialmente ma secondo alcune indiscrezioni sarebbe "forte" il sospetto della polizia nel coinvolgimento di uno dei due fermati, il più vecchio, in entrambi i casi di violenza. L’uomo, infatti, avrebbe menomazioni ad una mano indicate sia dalla 40enne stuprata in via Andersen sia dalla 14enne violentata alla Caffarella.