Stupro al supermercato La studentessa era pedinata da giorni

Per la violenza avvenuta mercoledì mattina nel supermercato in zona Lambrate gli investigatori della squadra mobile cercano un uomo italiano, sui trent’anni, di carnagione chiara, quasi sicuramente cliente assiduo del centro commerciale. Un uomo che conosceva la sua vittima - una studentessa universitaria 23enne - nel senso che ne deve aver osservato bene abitudini, movimenti, cercando di scoprirne un po’ il carattere, prima di molestarla sull’autobus della linea 54, quindi seguirla e, una volta nei bagni, abusare di lei. Un luogo affollato di gente a ogni ora e dove la vittima avrebbe sicuramente trovato aiuto se solo si fosse messa a gridare. Soprattutto dinnanzi a un aggressore non armato.
«Si tratta di una giovane molto timida, soggiogata dalla paura e adesso profondamente prostrata per la terribile esperienza subita» spiega il dirigente della squadra mobile Francesco Messina. Che ha precisato ieri mattina che l’autore della violenza, una volta trascinata in bagno la poverina, l’avrebbe fatta inginocchiare e costretta prima a un rapporto orale, poi a masturbarlo.
Intanto ieri mattina i clienti del supermercato non potevano credere a quanto era accaduto proprio lì, qualche giorno prima. «Ma qui ci sono telecamere ovunque! C’è la security! - ci spiega una cliente, una donna sui 50 anni, mentre spinge il carrello - Se nessuno si è accorto di nulla, almeno la polizia non dovrebbe avere difficoltà a rintracciare il responsabile. Il cui viso, da qualche parte, in qualche immagine, deve pur essere rimasto impresso... Magari non ci saranno le telecamere puntate sulla porta del bagno, ma altrove ci sono eccome! Certo non avrei mai immaginato che qualche mente malata arrivasse a commettere una violenza proprio qui, al supermercato».
La pensa allo stesso modo un altro cliente 40enne: «Lo cattureranno in fretta - assicura -. È chiaro che l’autore della violenza è un cliente, che conosce bene questo supermercato, che si mischia in maniera anonima tra la gente, un tipo apparentemente normalissimo. Chi si arrischierebbe anche solo a tentare di violentare una ragazza nel bagno di un luogo pubblico se non sapesse di trovarlo quasi deserto in un certo orario? E poi quel farabutto deve averla studiata bene la sua vittima: un’altra avrebbe reagito e avrebbe cominciato a gridare come un’ossessa!». Intanto il sottosegretario regionale ai diritti del cittadino e pari opportunità Antonella Maiolo annuncia che, per dare una pronta risposta alle donne che subiscono violenza, si batterà affinché venga istituito in Lombardia un numero verde contro la violenza.