Sturla, il quartiere in ostaggio delle automobili

Sturla, il quartiere dei sogni. Ma per le macchine è un vero incubo. Non c'è crisi economica che tenga, non esistono crolli immobiliari: Sturla rimane uno dei miraggi abitativi dei genovesi. Un miraggio che si allontana sempre più, tanto più ci si avvicina ai due borghi marinari di Vernazzola e, appunto, Sturla propriamente detta. Eppure il quartiere che ospita uno degli ospedali pediatrici più importanti d'Europa vive da anni una battaglia col problema delle quattro ruote. Una battaglia senza esclusione di colpi col Comune di Genova al quale Sturla è stata annessa (o meglio, ha aderito) già nel 1873 insieme a San Martino D'Albaro. «Non credo proprio che oggi faremo la stessa scelta di entrare sotto la Superba», butta lì la signora Maria che vive da sempre in via del Tritone, a due passi dal mare. Mozioni, petizioni, comitati. Si è visto di tutto in questi anni per risolvere i problemi di viabilità e posteggi almeno nei punti nevralgici come piazza Sturla, gli antichi Borghi, via Dei Mille. «Problemi aggravati dalle tante attività ricreative che fanno del quartiere uno dei ritrovi preferiti dai genovesi», racconta Giuliano Gattorno, vice presidente del Municipio IX Levante e vice presidente del circolo nautico Sturla (che lo scorso 5 ottobre ha festeggiato la medaglia di bronzo nella categoria laser conquistata, alle ultime regate olimpiche in Cina, con Diego Romero). Diciannove ristoranti e due discoteche (Vanilla e La Terrazza), stabilimenti balneari, polisportiva Sturla, Circolo Nautico, Circolo dei pescatori. E poi l'istituto Universitario di Farmacia, le caserme della polizia e dei carabinieri, senza contare il Gaslini. Sono poche le ore del giorno e della notte in cui Sturla non è presa d'assalto. «D'estate, con frotte di bagnanti che si accalcano in una delle spiagge libere più grandi della città, i problemi si aggravano ancora», spiega Gattorno che è anche vicepresidente del comitato per la difesa di Sturla. Più che un comitato, una vera e propria associazione permanente (con tanto di revisori dei conti e probiviri) che da anni porta avanti la battaglia per la difesa del territorio e, soprattutto, per il recupero e la pedonalizzazione del Borgo definito dal Comune Zona di Particolare rilevanza urbanistica. Il problema però è sempre lo stesso: non si sa dove mettere le macchine. Un tempo si parlava di coprire il torrente ma il progetto è stato abbandonato. «Dietro i problemi di Sturla ci sono scelte sbagliate fatte negli anni passati come quella di occupare gli spazi disponibili a monte di via dei Mille con la caserma della polizia», racconta Gattorno.
Posteggi selvaggi e pedoni senza marciapiedi in balia dei pirati della strada: è il quadro che emerge facendo due passi giù per via Tabarca. I cittadini, dopo le manifestazioni degli anni passati che hanno bloccato per ore il traffico, sono già pronti per una nuova petizione finalizzata, questa volta, all'installazione di paletti a difesa dei pedoni e di dissuasori di velocità.
Ma per una battaglia che inizia, una se ne perde: il Comune ha infatti da poco comunicato che la rotonda in piazza Sturla, che nelle speranze dei residenti avrebbe risolto l'intasamento della via in alcune ore del giorno, non si farà.