Su un altro pianeta

Suggestive, le periodiche dichiarazioni della Lega Calcio di volersi ispirare al modello americano, Nba o Nfl che sia. Poi però capita che un importante club, il Bologna, venga penalizzato dopo nemmeno quattro mesi di campionato perché non sono stati versati né stipendi né Irpef e il pagamento per il passaggio di proprietà non è in realtà mai stato concretizzato.
Ovvero, proprio quel che non potrebbe accadere nel sistema professionistico americano, nel quale i conti di un potenziale acquirente vengono analizzati per mesi prima che il consiglio degli altri proprietari dia il benestare. Nel maggio del 1994 una cordata di imprenditori aveva raggiunto l'accordo per acquisire i Minnesota Timberwolves e trasferirli a New Orleans, ma un mese dopo la Nba vietò l'affare, perché le finanze degli acquirenti si erano dimostrate inaffidabili: una lega professionistica seria non può infatti permettere ad alcuni avventurieri di rovinare la reputazione costruita in decenni di amministrazione oculata, anche se non sempre illuminata. E se elementi al di fuori del controllo di un proprietario intervengono a modificare in peggio la situazione, l'intervento salvifico della Lega è rapido. È quel che è accaduto in passato ai Montreal Expos, che nel 2002 passarono sotto il controllo della Major League Baseball che li portò a giocare anche a Porto Rico prima di trasformarli nei Washington Nationals. E sta accadendo in questi giorni nel basket proprio a New Orleans, agli Hornets, la squadra in cui gioca Marco Belinelli.
In poche parole, fallita la cessione dal proprietario George Shinn al socio di minoranza Gary Chouest, gli Hornets sono stati acquistati dalla Nba stessa per traghettarli verso la cessione ad un altro gruppo. E dire che Chouest pareva il successore ideale: nato e cresciuto in Louisiana, ben inserito nella torbida politica locale, con i fratelli ereditò un impero nel campo dei servizi navali, ama il basket ed aveva già dimostrato attaccamento agli Hornets comprando i primi abbonamenti nel 2001. Il suo abbandono non è avvenuto per motivi economici, dato che la sua ricchezza personale è superiore al miliardo di dollari e non è stata particolarmente danneggiata dal divieto temporaneo di attività nel Golfo del Messico dopo l'incidente della BP: piuttosto, Chouest teme una serrata o sciopero Nba per il 2011-12 e non è certo - lo ha scoperto solo ora? - di avere tempo a sufficienza per la squadra.
E allora ecco l'intervento della Nba: acquisire il club da Shinn, darlo in gestione ad un commissario straordinario e prepararlo alla vendita, possibilmente ad un esponente locale. Ma c'è un ulteriore problema: la clausola che permette agli Hornets, che hanno sempre faticato ad attirare pubblico, di svincolarsi dal contratto di affitto della New Orleans Arena se la media di biglietti venduti nell'arco di due anni, sarà inferiore a 14.735. E finora siamo a meno di 14.000.